ROMA, 13 FEBBRAIO – Nuovo attacco alla magistratura italiana di Silvio Berlusconi, definiti giacobini dal leader del Pdl. A mattino 5 il Cavaliere è un fiume in piena e ha lanciato pesanti accuse al terzo potere di ogni repubblica democratica, ovvero quello giudiziario: «È saltato il normale rapporto tra i poteri dello Stato. La magistratura sta letteralmente mandando in malora l’Italia con una azione giacobina. Siamo di fronte ad una offensiva della magistratura che è terribile ed avanza senza limite mentre il governo è paralizzato» si lamenta sulla Repubblica. Secondo Berlusconi, dunque, l’esecutivo italiano sarebbe alla mercé dei magistrati, pronti a ghigliottinare qualsiasi elemento “avversi”, così come «hanno decapitato i vertici di Finmeccanica, con conseguenze gravissime sulla nostra economia».

A supportare la sua idea di una magistratura imperante e un governo impotente, Berlusconi chiama in causa la vicenda dell’Ilva di Taranto: «Il governo cerca di intervenire ma è bloccato da una sentenza del Tar regionale. Allora interviene una seconda volta con un decreto legge tenendo conto del pronunciamento della magistratura, ma i magistrati questa volta sollevano un conflitto di competenze. Il rischio finale è la chiusura dello stabilimento, la fine di un comparto fondamentale dell’economia nazionale, il licenziamento di migliaia di lavoratori. E di fronte a tutto questo la magistratura è indifferente» riporta La Stampa.

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Le azioni più gravi, però, i giudici le hanno compiute a danno della campagna elettorale del centrodestra, andando a colpire il dimissionario presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, e condannando Raffaele Fitto, ex governatore pugliese, per corruzione, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio: «Ieri è arrivata l’accusa per Formigoni nei 10 giorni decisivi di campagna elettorale. Dietro c’è una manina giudiziaria, anzi manona…» si legge sempre su La Stampa. «Per Fitto, che è stato un ottimo ministro e governatore della Puglia, arriva una condanna senza fondamento. In piena campagna elettorale».

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Il leader del centrodestra ha richiamato anche la condanna a 10 anni dell’ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari, per il sequestro dell’imam Abu Omar, decretata dalla corte d’Appello di Milano. Su tale sentenza Berlusconi è molto contrario, delineando un potere giudiziario che inibisce addirittura l’operato degli 007 italiani: «La condanna del generale Pollari è allarmante: sancisce che l’Italia non possa avere un servizio segreto che difenda i nostri interessi nazionali, perché la sua azione è soggetta alla interpretazione arbitraria di alcuni magistrati» è la dichiarazione riportata da Repubblica.

Il messaggio finale di Berlusconi è un monito non nuovo nelle sue dichiarazioni sulla giustizia italiana, ma visto che la campagna elettorale sta vivendo i suoi giorni più concitati, questa volta le parole sono ancora più pesanti e lapidarie: «Se andiamo avanti in questa maniera sarà la rovina dell’Italia».

Giovanni Gaeta