Editoriale sui retroscena che hanno portato alle dimissioni di Benedetto XVIL’annuncio delle dimissioni da parte del Sommo Pontefice segna una tappa storica per il cattolicesimo e non solo. Le conseguenze che si succederanno in seguito alla decisione di Benedetto XVI ancora non sono chiare, mentre le indiscrezioni e i dietrologismi assumono sempre più spessore presso l’opinione pubblica.

 “Non risulta nessuna malattia in corso che influisce su questo tipo di decisione” così Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha dichiarato in conferenza stampa dopo il giorno del “gesto più audace della storia della Chiesa”, secondo il Die Welt. Eppure non sono mancate le indiscrezioni sulla salute del Papa nei corridoi dei giornali e delle agenzie di stampa. La notizia più tragica è stata data da un giornale in lingua araba diffuso soprattutto in Egitto, Al Masry Al Youm. Dalle colonne del quotidiano viene portata avanti l’ipotesi che il Santo Padre non solo soffra a causa del morbo di Alzheimer ma che abbia persino il cancro. La notizia viene riportata in base alle dichiarazioni di una fonte in Vaticano, addirittura contattata al telefono.

Dal Sole 24 Ore proviene invece l’ipotesi che la salute del Papa sia stata compromessa da un’operazione di sostituzione delle batterie del peacemaker, Ratzinger sarebbe infatti stato ricoverato qualche settimana fa al Pio XI giusto per poche ore, non avrebbe saltato infatti alcun Angelus domenicale. Si è diffusa anche la diceria che fosse una misteriosa malattia alle ossa la causa della sofferta decisione, una grave forma d’artrite.

Niente, Lombardi dice che le motivazioni del gesto di Ratzinger sono già state spiegate nel discorso di ieri: non una particolare malattia, ma stanchezza, mancanza di vigore nel corpo.

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Sta di fatto che il Papa sta preparando una nuova enciclica sulla fede, che potrebbe uscire prima di Pasqua, un lavoro impegnativo che contrasterebbe con le notizie di una sua grave condizione di indisposizione fisica. Sarà una pubblicazione decisiva, come ogni discorso che terrà prima della definitiva rinuncia, che verrà letta cercando di scorgere le reali intenzioni che hanno portato a una decisione che sembrava però annunciata. Nel libro-intervista “Luce del Mondo” scritto insieme a un giornalista tedesco, fa notare Marcello Pera ex-presidente del Senato, “aveva già spiegato che se fosse stato impossibilitato a servire la Chiesa avrebbe fatto un passo indietro. Non si può dire che questa notizia fosse prevedibile, ma comprensibile sicuramente sì“.

Il quadro che risulta da queste notizie parla di un Papa non particolarmente malato, se non acciaccato dai normali disturbi di un classe ’27, ma di un Papa stanco, probabilmente, dell’ambiente ormai corrotto e malato delle stanze vaticane. Lo scandalo dei preti pedofili è stato sicuramente un duro colpo per tutti i fedeli, ma possiamo solo immaginare i risvolti interni alle gerarchie, la possibilità che anche nelle alte sfere ci fosse qualcuno di ricattabile è una spada di Damocle pericolosissima, un sospetto che nasce dalle dichiarazioni di alcuni Lefebvriani sempre osteggiati da Wojtyla prima e da Ratzinger poi. Non ultima la gravità dello scandalo Vatileaks, che ha apportato un duro colpo alla credibilità, anche internazionale, del Papato. Le ipotesi sulla disonestà finanziaria dello IOR, le dimissioni di Gotti Tedeschi, l’arresto del maggiordomo personale del Pontefice Paolo Gabriele, la possibilità di un “corvo” tra gli uomini più vicini al Papa hanno fatto sicuramente riflettere Ratzinger.

Forse assediato dagli avversari, ha battuto in ritirata strategica? Perché non ha fatto come tutti gli altri pontefici, in particolare quelli vecchi e malati che, una volta capito di non farcela ad amministrare al meglio il grande potere, hanno scelto di affidare il comando alle gerarchie o delegare qualcuno di fiducia, ma sempre rimanendo saldi alla cattedra di Pietro, lasciando immutata nel marmo la forza del Dogma di Infallibilità? Riflettendo sulle fonti che parlano dell’attentato in progettazione per eliminare Benedetto XVI potremmo trovare qualche affascinante ipotesi. Considerando che Ratzinger, rimanendo anche da ex-Papa un’autorità non indifferente in Vaticano, non rinuncerà sicuramente a interferire con le decisioni del Conclave si potrebbe azzardare una trama, magari improbabile, ma possibile. Benedetto XVI potrebbe essersi dimesso, inficiando il dogma e creando un pericoloso precedente, per poter poi contrastare l’elezione di un probabile avversario “politico”. A meno che non riesca a far eleggere un suo fidato esecutore a cui affidare le decisioni che comunque continuerebbe a prendere, senza doverne rispondere in prima persona, non rischiando in qualche modo la vita a causa di un attentato. Al momento questa ipotesi rimane un’elucubrazione, certo che le circostanze di quello che sta accadendo fanno pensare.

Guglielmo Sano