Ancora doping, ancora ciclismo. Questa volta il protagonista è re leone, il bellone del ciclismo italiano, quello con lo sprint vincente e il sorriso accattivante, Super Mario, il Cipollini.

Avrebbe usato uno pseudonimo poco creativo, Maria, un nome in codice che porta diritto ad un numero di fax, quello di casa Cipollini, un “telefono senza fili” che lo ha condotto nelle “segrete” del medico dei medici, il controverso dottore spagnolo, Eufemiano Fuentes. Carta canta, diceva qualcuno, e non è una, ma settemila pagine raccolte in 23 faldoni. Documenti che raccolgono tabelle di allenamento, giornate accerchiate con la matita rossa, quella per designare i momenti favorevoli per assumere sostanze illecite, epo, ormoni e trasfusioni.

Siamo nel 2002, è  l’anno magico, quello del grosso bottino. Re leone esce dalla gabbia, tira fuori le zanne e porta a casa la Milano-Sanremo. Non è contento, vuole di più. Vuole scrivere il suo nome più in alto. Deve uscire glorioso e vittorioso. Le innumerevoli volate vinte non gli bastano, non fanno la differenze. Deve vincere il mondiale di Zolder (Belgio). Ci riesce.

[smartads]

Adesso il suo avvocato dichiara “assurde” le accuse che gli sono state rivolte, dice che super Mario “è disponibile a verifica ematologica di confronto con le 99 sacche ancora da identificare. I documenti pubblicati non sono in alcun modo riferibili al mio assistito. Il numero di fax che compare sulla tabella incriminata, che secondo la suggestiva ricostruzione giornalistica sarebbe riconducibile al Sig. Cipollini, non è un numero di fax, bensì un numero telefonico italiano non intestato al mio cliente, peraltro annotato manualmente”.

Intanto, sono passati sette anni e c’è ancora poca chiarezza sull’Operacion Puerto, il processo che ha coinvolto moltissimi atleti, non solo ciclisti, sull’organizzazione messa in piedi dal Dottor Fuentes sulla gestione di autoemotrasfusioni e sulla pianificazione dell’uso delle sostanze dopanti. Così ha commentato il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco “La Federciclismo si costituirà al più presto parte civile nell’inchiesta Operacion Puerto, anche alla luce delle rivelazioni degli atti riguardanti Mario Cipollini. Chiederemo anche alla procura antidoping del Coni di indagare sui fatti del ritiro azzurro di Salice Terme del 2002”.

Rachele Minichino