ROMA, 9 FEBBRAIO Berlusconi non ha veramente più frecce al suo arco se ritiene necessario scagliarsi contro il festival di Sanremo. Dalla polemica emerge un dato, il volere del Cavaliere non è più forte come prima nel campo in cui domina da 20 anni almeno: la televisione.

Voler spiegare l’accanimento dell’ex premier sulla data di Sanremo risulta missione particolarmente difficile, siamo abituati a parlare delle sue mirabolanti uscite e delle sue espressioni meno riuscite, più o meno sempre ci da modo di ricostruire i passaggi del suo ragionamento, ma questa volta la spiegazione è lontana dall’apparirci chiara.

Da molti viene avanzata l’ipotesi che sia stata la contemporaneità del festival con le conferenze stampa dei capi-coalizione, su rai2, a scatenare le ire del cavaliere. Ma rimane il fatto che gli esponenti politici di primo piano avranno la possibilità di chiudere la campagna elettorale il 22 Febbraio, cosa che rende le conferenze stampa del 14 Febbraio un qualsiasi evento della campagna elettorale. Forse Berlusconi ancora una volta voleva mostrare la sua forza, la forza del suo volere, la sua capacità di influenzare qualsiasi aspetto della vita di questo paese?

Si, forse anche questo. Forse c’è anche un mix di invidia e frustrazione, da parte di Berlusconi, per non poter sfruttare una tale vetrina, che poi quest’evento possa andare a vantaggio di altri fa impazzire tutto il centrodestra, non solo lui, come dimostrano le dichiarazioni della Poli Bortone, presidentessa del Grande Sud, che afferma che in quanto “Fazio e la Littizzetto sono in quota Pd stiamo pagando la campagna elettorale a Bersani con i soldi del canone”.

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L’interpretazione che più si avvicina al vero viene probabilmente dall’unione di queste informazioni. Paura che il festival diventi un momento di riferimento per gli antiberlusconiani, d’altronde Fazio l’ha detto “Il festival non si svolge in una camera iperbarica”, ma soprattutto che distolga per qualche giorno gli italiani dalla strategia altamente collaudata e vincente del Caimano, bombardare gli italiani con le più assurde promesse e proposte, chiamiamole così, fino al giorno delle elezioni. Il festival interromperebbe il flusso degli appelli del Pdl e magari a qualcuno potrebbe tornare la memoria. Potrebbe essere questo il vero timore.

Tanto per stare sicuri, è fresca l’ultima dichiarazione dell’ex-premier, ha voluto lanciare l’ennesimo appello al voto utile: “date la maggioranza solo a me e faccio subito il condono tombale ed edilizio”.

Guglielmo Sano