BOLOGNA, 9 FEBBRAIO – A gennaio la Apple commercializzava la versione 1.0 dell’applicazione per utenti twitter Vine: una app gratuita, semplice poco pesante (6,6 MB) che permetteva di caricare sul famoso social network video della durata di 6 secondi.

Si tratta in definitiva di un’applicazione valida per tutti i modelli di iPhone, a partire dal 3GS, di Ipod( a partire da quelli di terza generazione) e di iPad.

Alla sua entrata nel mercato subito suscitò l’entusiasmo di utenti Apple e di twitter: con un’operazione relativamente semplice è possibile caricare sul social network brevi attimi della nostra vita.

COMPLICAZIONI – Anche se in realtà non si può parlare di vera e propria innovazione: nella primavera del 2012 fu commercializzato Cinemagram per Android, applicazione che consente di registrare brevi filmati per poi condividerli sui social network, il nuovo software dell’azienda di Cupertino è salito agli onori della cronaca in questi giorni per l’alto numero di filmati pornografici condivisi su twitter.

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L’eccessiva libertà concessa al programma dagli sviluppatori infatti permetteva a chi lo utilizzava di reperire filmati pornografici sotto il semplice hashtag #porn o #vineporn; la prima contromossa degli ideatori del programma è stata quella di imporre delle restrizioni, così chi digitava l’hashtag #porn, non trovava più nulla. Naturalmente però era ancora possibile visita tantissimi altri hashtag che contenessero materiale per adulti.

Una soluzione in parte, almeno così sperano gli sviluppatori del programma, sembra sia stata fornita con l’ultimo aggiornamento di Vine: l’ 1.0.5, tra le novità introdotte c’è anche quella della restrizione d’età: l’applicazione è consigliata ai maggiori di 17 anni e al momento dell’installazione un popup avverte che il programma può contenere materiale pornografico.

Giacomo Ciampoli