KISLOVODSK (RUSSIA), 7 FEBBRAIO – Si chiama Ison e ha tutte le carte in regola per diventare la cometa del secolo. L’oggetto celeste, che si trova ancora oltre l’orbita di Giove, è stato osservato ed analizzato dalla sonda americana Deep Impact (omonima di un celebre film catastrofico made in Usa), la quale ha scattato le prime foto da una distanza di 793 milioni di chilometri dalla Terra. La sonda ha viaggiato per più di 7 miliardi di chilometri nello spazio.

Ison è stata scoperta nel settembre del 2012 da Vitali Nevski e Artyom Novichonok e deve il suo nome al telescopio International Scientific Optical Network con base a Kislovodsk, nel Caucaso in Russia.

Proviene dalla nube di Oort, il serbatoio di comete che circonda il sistema solare e secondo gli astronomi è la prima volta che si avvicina al Sole. La sua coda, lunga 64.400 chilometri, è generata dai getti di polveri e di gas che emergono dalla sua superficie. Passerà vicino al Sole il 28 novembre prossimo da una distanza di 1,2 milioni di chilometri, mentre il 26 dicembre successivo transiterà nel punto più vicino alla Terra, a circa 64 milioni di chilometri.

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L’unicità di Ison consiste nella sua potenziale luminosità: se non finirà sbriciolata nel suo passaggio ravvicinato con il Sole, la sua luminosità potrebbe diventare superiore anche a quella della stessa Luna quando è piena. Il condizionale ovviamente è d’obbligo, perché gli stessi astronomi non sanno ancora la natura di questo oggetto celeste. Ison non costituisce una minaccia per la Terra, ma darà agli astronomi, sempre che non venga distrutta dal Sole, la possibilità di vedere il nucleo e la coda della cometa, prima e dopo il suo massimo avvicinamento con la nostra stella.

«Si tratta della quarta cometa che osserviamo scientificamente(Deep Impact aveva analizzato precedentemente le comete Tempel 1, Hartley 2 e Garrad ndr) e con la quale stiamo provando a comunicare» ha spiegato Tim Larson, responsabile del progetto Deep Impact al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. «La distanza però limita la nostra ampiezza di banda, è un po’ come comunicare con un vecchio modem dopo essersi abituati all’Adsl. Ma ci stiamo organizzando per ottenere tutto il meglio da questa spettacolare cometa».


Giovanni Gaeta