ROMA, 7 FEBBRAIO – “Rafforzare le pene per combattere l’evasione”. Questo il motto lanciato stamattina, dai microfoni di Radio Capital, da Pier Luigi Bersani, che sostiene ci sia bisogno di “deterrenza” e non esclude dunque “che per reati gravi ci possa essere anche il carcere”, riconoscendo poi però che “il problema è talmente endemico che quante carceri vogliamo fare?”.

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Se arrivassimo a una media europea – spiega il leader del Pd – i problemi sarebbero risolti. Berlusconi è inutile che dica che io voglio impedire l’eccessiva circolazione del contante, perché in tutta Europa ne gira meno e c’è meno evasione”. “Poi – aggiunge – si devono tracciare tutti i movimenti finanziari, nel rispetto della privacy e nella disponibilità del Fisco”.

E conclude: “Basta chiamare ‘elusione’ quella che è evasione”.

“Grillo è un qualunquista”

Riguardo alla promessa avanzata dal leader del Movimento 5 Stelle di garantire a tutti i cittadini un salario minimo di 1.000 euro per tre anni, Bersani attacca Grillo, sostenendo che fare promesse di questo tipo rispecchia un atteggiamentoqualunquista.

Grillo va a Bologna ed evoca Berlinguer, poi a Roma dà due buffetti a Casa Pound, Berlinguer non glielo avrebbe permesso, gli avrebbe detto qualcosa di pesante”, dice il segretario del Pd.

Io propongo una legge sul salario minimo – prosegue Bersani – per non andare sotto il minimo vitale, per chi non viene difeso dai contratti, ma si deve spendere in maniera sostenibile, non 100 miliardi oggi come dice Grillo”.

“Gli italiani prenderanno una direzione di marcia”

Infine, alle domande dei giornalisti riguardo all’eventualità che si debba tornare al voto in caso di mancato raggiungimento di una maggioranza, Bersani ha le idee chiare: “Un Paese serio non può continuare a inseguire le elezioni”.

E si sbilancia: “Faccio un pronostico: non succederà, perché penso che gli italiani prenderanno una direzione di marcia e chiederanno il cambiamento”.

Beatrice Amorosi