BOLOGNA, 6 GENNAIO – Una piaga profonda soprattutto tra le adolescenti quella dei disturbi alimentari; un pericolo sempre crescente. Accanto al “tradizionale” incubo dell’anoressia, della ormai vecchia e testata bulimia, si fa strada la “drunkoressia”: termine coniato qualche anno fa dai giornalisti del “New York Times”  per  riferirsi al fenomeno ravvisato tra le nuove generazioni statunitensi (ma ormai diffusosi abbondantemente anche in Italia).

LA DRUNKORESSIA – Evitare di assumere troppe calorie a tavola per poi potersi permettere un drink in più, è l’imperativo di coloro che soffrono di questo disturbo, una variante dell’anoressia. Sono già  in 300 mila gli italiani, per lo più tra i 14 e i 17 anni, affetti dalla drunkoressia ha detto Laura Della Regione, referente del Ministero della salute per i disturbi alimentari, al Messaggero. Ben l’80% è rappresentato da donne adolescenti e insicure. È proprio questa insicurezza che caratterizza i più giovani che si trovano a confrontarsi continuamente con i pari  infatti, secondo gli esperti, una delle cause principali che conduce in questo tunnel con difficoltà di uscita. Bere per rendersi più sciolti e disinvolti, un collante per meglio relazionarsi. E bere senza magiare, accelera questo processo.

I SINTOMI – Aggressività, isolamento, sbalzi d’umore, insieme alla tendenza ad evitare di stare a casa nelle ore dei pasti, sono alcuni dei primi segnali a cui fare attenzione. Assunzione sproporzionata di alcool e squilibrio alimentare quindi, gli ingredienti di questo mix micidiale il cui controllo, soprattutto parlando di giovani, può sfuggire di mano.

Marilena Felice