ROMA, 6 FEBBRAIO I leader dei partiti, che si contenderanno il risultato elettorale di fine Febbraio, sono quasi tutti in età pensionabile, i ritmi di una campagna elettorale breve ma intensa cominciano a farsi sentire. Tra tutti eccelle Berlusconi che, tra promesse e provocazioni, offre l’ennesimo siparietto durante la trasmissione di Floris. Esce leggermente malconcio dal confronto col conduttore, dopo Santoro appare leggermente sfibrato e inaspettatamente esposto alle incongruenze.

 Il leader del Pdl, dopo le parole in merito alla restituzione dell’IMU agli italiani, aggiunge che i soldi verranno presi dall’accordo con la Confederazione Elvetica che prevede di tassare i capitali dei cittadini italiani in Svizzera: 20 miliardi a cui potrebbe aggiungersi l’extragettito dell’attuale IMU. Dallo scranno di “Ballarò”, nota trasmissione di Rai 3 condotta da Giovanni Floris, Berlusconi annuncia anche la sua proposta di riunire Ministero dell’Economia e dello Sviluppo così da uscire “da questa pericolosissima spirale recessiva causata dal governo dei tecnici suggerito dalla Germania”.

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In parole povere si propone come ministro del tesoro Berlusconi, non premier, ma ancor prima di essere eletto già cade nel primo tranello, che si è creato da solo. Infatti l’accordo con la Svizzera ancora non è stato ratificato dalle parti, quindi il provvedimento, di restituzione dell’imposta sugli immobili ai contribuenti del Bel Paese, inizialmente dovrebbe essere anticipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, a debito insomma.

Cerca di sparare le ultime incandescenti provocazioni l’ex Premier, voleva dedicarsi al progetto dell’Università della Libertà e al suo Milan, ma invece ha deciso di ricandidarsi, anche dopo aver sentito che De Benedetti lo considerava ormai sul viale del tramonto. Lui non è tipo da accettare simili offese, senza dimenticare che la rinnovata candidatura gli è stata quasi intimata da tutti i moderati, che senza di lui non sentivano più di avere una casa.

Saranno contenti i moderati: il loro salvatore ha posto come primo atto di governo, naturalmente una volta eletto, l’abolizione del finanziamento ai partiti. Ma se il centrodestra ha governato fino a ieri perché non lo ha fatto prima, di abolire questa sconcezza italianissima? Ci stava arrivando, Berlusconi, quando era alla guida di questo paese, ma glielo ha impedito la magistratura “che ha fatto cadere il mio governo, accusandomi di un reato da cui poi sono stato assolto”. Tanto per ribadire che se non si può parlare di complotto a opera di banchieri tedeschi sicuramente si tratta di un golpe di toghe rosse”. E se non bastasse vogliamo parlare dei traditori (leggi Fini)?

Al massimo la colpa è degli elettori, che non hanno dato abbastanza voti al Pdl condannandolo a sottostare a una “pluralità di partiti”. Berlusconi rintuzza a modino Floris, il fondatore di Forza Italia dice “io sono il miglior imprenditore della storia d’Italia” e quando il giornalista chiede chi l’abbia detto risponde: “tutti, mi faccia lei un altro nome. De Benedetti?”. Leggermente capzioso come ragionamento. Ha ragione, però, quando afferma che “ci sono tanti clown nella politica italiana, che nemmeno farei lavorare nelle mie televisioni”. Peccato che subito dopo il Caimano ci regala il solito siparietto facendo finta di dare un pugno a Floris, col quale fortunatamente subito dopo si scambia baci e abbracci, altrettanto mascolini e vigorosi. Ma non bastava l’introduzione di Crozza a farci ridere? Almeno lui è un comico, Berlusconi lo sembra soltanto.

Guglielmo Sano