Massimiliano rimase coinvolto in uno schianto automobilistico a soli vent’anni mentre rientrava a casa dalle vacanze e cadde in un coma ritenuto irreversibile. Per tutto questo tempo, lui però dice, è rimasto cosciente di tutto quello che accadeva intorno a lui.

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La madre racconta che all’inizio i medici non gli davano molte speranze. Dopo otto mesi di terapia decise di riportarlo a casa dove, aiutata da amici, volontari del servizio civile del Comune di Udine e dalla parrocchia se ne è occupata per oltre 10 anni, senza però mostrare segni di recupero.

E’ stato solo dopo la morte del padre di Max che il ragazzo, dopo un tentativo della madre di chiedergli di farsi il segno della croce, è riuscito finalmente a muovere la mano.

Oggi Massimiliano ha avviato il percorso verso il recupero con l’aiuto di un logopedista e verso la sua vita che, sostiene, adesso apprezza molto più di prima.

Alessandro Bondavalli