BOLOGNA, 1 FEBBRAIO – Sfumata la possibilità di vedere una attaccante, che suona gol, indossare la maglietta bianconera, Conte e compagnia hanno accolto come il nuovo vate venuto dal lontano oriente il 34enne, andante per i 35, Anelka.

In realtà il francese ex Chelsea non è stata la prima scelta, e questa è cosa nota: prima di concludere l’affare con lo Shanghai Shenuha, la dirigenza juventina ci aveva provato con il Bilbao per Llorente, poi vedendosi chiudere la porta in faccia dal club basco, aveva provato a spostare l’obbiettivo su di una trattativa che sembrava più praticabile, ossia portare Lisando Lopez in bianconero, anche questa fallita. Dunque sondaggi per Belfodil del Parma e il giovane Icardi, talento appena emerso dal vivaio blucerchiato (che poche domeniche fa, ha rifilato una doppietta proprio nella porta difesa da Gigi Buffon, impressionando tutti, Conte compreso).

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Così la Signora del calcio italiano, in vetta alla classifica e ancora in gioco per la Champions League, si presenta dopo gennaio con nuovi innesti, ma tutti i tifosi si domandano quanta qualità (in più) i vari Anelka e Peluso potranno realmente dare ai fini della causa comune, cioè vincere qualcosa d’importante. In poche parole ci si domanda se questi acquisti sono stati davvero indispensabili, o alle volte sarebbe meglio trattenersi per evitare mere scelte di ripiego, soltanto con lo scopo di far muovere nuovi sponsor?

Il caso Poli insegna: la dirigenza juventina non essendo riuscita a trattare per gennaio, ha posticipato l’affare alla prossima estate, senza intervenire con inutili acquisti dei tanti nomi di seconda scelta che muovono il mercato di gennaio (dove anche l’usato sicuro è difficile da trovare).

Pertanto voto negativo al mercato di riparazione dei bianconeri: poche idee reali – e tanta approssimazione (o addirittura improvvisazione). Unica nota decisa: il no categorico di Conte alla proposta della dirigenza per Balotelli. Alle volte è bene pensare al gruppo coeso piuttosto che al marketing. I soldi servono ma alla fine in campo scende la squadra. In questo caso si può dire: Conte DOCET.

Lorenzo Battaglia