SIENA, 29 GENNAIO – La Procura di Siena ha avviato un’inchiesta per fare chiarezza sul buco di bilancio del Montepaschi. I vertici della banca più antica del mondo – l’ex presidente Giuseppe Mussari e il responsabile dell’area finanza all’epoca dei fatti, 2007-2012, Gianluca Baldassarri – sono infatti indagati per truffa ai danni degli azionisti di Mps, per aver nascosto loro – la legge obbliga a informarli – e non aver registrato sui libri contabili le operazioni ad altissimo rischio sui derivati (Alexandria, Santorini e NotaItalia) volte a spalmare sui bilanci futuri il debito emerso con l’acquisto di Antonveneta.

Nel settembre 2007 l’istituto spagnolo Santander acquistò Antonveneta per 6,3 miliardi di euro, per poi rivenderla due mesi dopo, per 10,3 miliardi, al Monte Paschi, che, per mano di Baldassarri e di Mussari, sottoscrisse con Jp Morgan contratti particolarmente rischiosi, tenuti poi per tre anni in cassaforte dall’ex dg Antonio Vigni. Benché tali contratti siano stati presentati come aumento di capitale, secondo i magistrati senesi si sarebbe trattato di un vero e proprio prestito.

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Nel complesso Mps pagò infatti quasi 18 miliardi per l’acquisizione di Antonveneta, accollandosi i debiti dell’istituto nei confronti dell’olandese Abn Amro, destinando, nel giro di 11 mesi, ben 8 bonifici ad Amsterdam, Madrid e Londra.

I vertici della banca senese sono inoltre accusati di ostacolo agli organi di vigilanza, in quanto “non corrispondono al vero” le dichiarazioni contenute nella lettera che il presidente del collegio sindacale Tommaso Di Tanno e i sindaci Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti inviarono a Bankitalia per ottenere il consenso per l’acquisizione di Antonveneta.

Le dichiarazioni in questione sono quelle relative al fatto che “nel suo complesso l’operazione patrimoniale con Jp Morgan realizza il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d’impresa per quanto attiene sia al capitale assorbimento delle perdite, sia alla remunerazione annuale (flessibilità dei pagamenti), replicando quindi agli effetti economici delle azioni”.

Beatrice Amorosi