BOLOGNA, 28 GENNAIO – Una donna, Donatella Zucchi di 44 anni, ex vigilessa del Comune di Ferrara, ora impiegata all’Ufficio Contabilità del Comune, nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 gennaio, ha ucciso il marito mentre lo stesso dormiva nel suo letto.

Ha freddamente puntato la pistola alla nuca dell’uomo di 49 anni, Vincenzo Brunaldi, e ha sparato. Ripulito il tutto, a detta della stessa donna che ha confessato, ha buttato il materasso in un cassonetto e infilato il corpo in un bidone. La mattina dopo si è normalmente recata in una clinica bolognese a trovare la madre rispondendo in modo evasivo e strano, “Non so dove sia, non lo vedo da ieri sera”, alle chiamate dei colleghi del marito allarmatisi non vedendolo al lavoro. Quel giorno ha quindi dormito a due passi dal corpo del marito. Il giovedì ha poi contattato un amico raccontandogli alcuni particolari dell’accaduto ed è stato proprio questi a contattare spaventato la polizia. La donna, che all’arrivo degli agenti ha subito ammesso l’omicidio, è al momento sottoposta al fermo dal Pm Maria Emanuela Guerra.

Vincenzo Brunaldi era un famoso tossicologo forense nonché responsabile del Laboratorio di analisi di Medicina legale dell’ospedale di Ferrara. Probabilmente consapevole dei problemi della moglie, stava cercando una soluzione ai continui attacchi di grave cefalea della donna.

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Il movente reale dell’omicidio non è ancora ben chiaro anche se la donna ha così spiegato al giudice come temesse che il marito avesse problemi di alcolismo: “Io ero terrorizzata. Mia madre beveva e io non volevo rivivere una situazione che ha segnato tutta la mia infanzia e la mia giovinezza”. Secondo le parole di Donatella, pare che la donna delle pulizie avesse trovato una bottiglia di un superalcolico nascosta in casa, fatto bastato a scatenare in lei la follia. La vita della Zucchi sembra sia stata spesso segnata da episodi tragici, il padre infatti era morto colpito e da un colpo di fucile partito durante una lite con la moglie .

Ci si chiede se sia possibile che Donatella abbia fatto tutto da sola o se possano esservi dei complici, gli inquirenti stanno cercando delle risposte.

Pare che proprio poche ore prima del tragico assassinio Brunaldi avesse accompagnato la moglie ad un incontro con uno psichiatra. Vanamente.

Laura Righi