NAPOLI, 26 GENNAIO – Continua la soap opera delle liste Pdl. Protagonista indiscusso Nicola Cosentino, alias Nick o’merican.

L’avevamo lasciato qualche giorno fa quando era stato escluso dalla candidatura. Estromissione dettata dalla necessità di avere candidati senza “fantasmi nell’armadio”. Poi, contrario alla sua esclusione, avrebbe agito con intraprendenza e originalità, sottraendo furtivamente le liste per impedirne il deposito. Obiettivo: non permettere al suo partito di concorrere. Operazione fallita, gli addetti ai lavori hanno realizzato una nuova stesura delle stesse apponendo nuove firme. Ma l’ex coordinatore campano non si ferma.

Dopo aver usato parole di stima e di riguardo nei confronti del chavalier, riservando affronti per Angelino Alfano, Stefano Caldoro e Luigi Cesaro, adesso se la prende anche con il capo: “Mi sta cercando da ore, Berlusconi. Lascia messaggi. Ma non rispondo. Sono schifato. Si è svenduto tutta la sua cultura garantista per un pugno di voti leghisti. In verità era tutto previsto da mesi”. Niente di casuale, allora, per Nick o’merican. È stato pugnalato alle spalle. Tutto era stato già ordito a tavolino contro di lui e per questo, non si impegnerà nella campagna elettorale.

[smartads]

Nicola Cosentino non riesce a capacitarsi, più ragiona e più si fa strada l’idea di un complotto, un piano a tavolino, una cosa che non si aspettava dalla sua Pdl. “Eliminarmi all’ultimo per evitare ogni contraccolpo – racconta – Berlusconi ha subito una specie di mutazione genetica, io non l’avrei ritenuto capace di calcoli miseri. Poi, sia chiaro, io non ammazzo il padre, ha le sue capacità, resta lucido e freddo”.

Adesso trascorrerà il suo tempo a leggere bene i suoi atti, dovrà difendersi dai processi ma fa sapere che ha due avvocati di spessore. Intanto i pentiti lo fanno ridere.

Rachele Minichino