BOLOGNA, 25 GENNAIO – Ore 15.46, Garfagnana. La terra ha ripreso a tremare dopo un letargo durato parecchi mesi.

Un terremoto di magnitudo 5.0 è stato registrato dai sismografi dell’USGS nell’area dell’ Appennino Tosco-Emiliano. Le località prossime all’epicentro, localizzato ad una profondità di 4.8 km dal piano di campagna, sono Frassinoro, Castelnovo ne’ Monti, Barga, Pavullo nel Frigano, Castiglione Garfagnana, Villa Collemandina, Pieve Fosciana e Fosciandora. I dati forniti dall’Ingv forniscono una profondità di 15,5 km, un dato più attendibile rispetto agli strumenti utilizzati dagli geofisici statunitensi.

A Frassinoro, distante soli 3 km dal punto di innesco del sisma, gli abitanti si sono riversati nelle strade, intimoriti dal boato prodotto dal sisma e da alcuni crolli di calcinacci. Attimi di panico anche a Castelnovo ne’ Monti, Barga e Pavullo nel Frignano.

SCIAME SISMICO IN CORSO – La prima scossa, decisamente l’acme del fenomeno tettonico, ha preceduto    otto movimenti di assestamento con magnitudo variabile dai 2.3 al 2.0 della Scala Richter. Segno evidente che il terremoto ha sprigionato il massimo della sua energia in occasione della prima scossa tellurica.

Decine le telefonate alle centrali operative di vigili del fuoco e della polizia municipale per chiedere informazioni riguardo al sisma. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile rispetto ad eventuali danni a persone e/o cose.

TOSCANA – La scossa è stata avvertita nettamente a Lucca, dove diverse persone sono scese per strada. Avvertita anche a Massa Carrara e in Versilia. In modo minore, anche nella zona sud della regione, a Siena e Arezzo. A Firenze, dove è in corso una lezione del ministro Elsa Fornero ad un master, l’incontro è stato sospeso per qualche attimo in seguito alla scossa ma senza che i partecipanti uscissero dall’aula. Conferme arrivano anche da un nostro redattore del capoluogo toscano.

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BOLOGNA E EMILIA ROMAGNA – Notizie contraddittorie provengono dai nostri inviati presenti nel capoluogo emiliano. Nel centro storico di Bologna la scossa non è stata praticamente avvertita, mentre arrivano segnalazioni di leggere oscillazioni nei piani alti degli edifici dell’hinterland bolognese.

La scossa e’ stata avvertita anche in altre città dell’Emilia, in particolare  a Modena e Reggio Emilia.

LA GARFAGNANA HOT SPOT SISMICO

La Garfagnana – Lunigiana è tra le aree più attive della nostra penisola dal punto di vista sismico.
Essa è caratterizzata da un complesso sistema di faglie, parzialmente cartografate, di cui non sono noti con precisione il regime tettonico e l’estensione in profondità.
La potenzialità sismica dell’area è ben nota agli esperti, come dimostrato da numerosi terremoti occorsi nel passato, il più forte dei quali è certamente quello del 7 settembre 1920 con Mw stimata di 6.4. I cataloghi macrosismici ed anche i più recenti dati strumentali posizionano questo evento nell’area di maggior frequenza della microsismicità attuale; inoltre, la sua occorrenza sembra correlabile al più recente evento di magnitudo al di sopra della soglia del danno (Ml 4.9), verificatosi il 10 ottobre del 1995.

La sismicità mostra un’orientazione NW – SE, con una particolare concentrazione di eventi intorno all’area epicentrale del
1920 ed in prossimità del limite meridionale della faglia Garfagnana Nord.
La sovrapposizione di sezioni di sismicità ottenute con il metodo NonLinLoc alle immagini tomografiche relative al rapporto Vp/Vs mostra che la sismicità è confinata al passaggio da una zona ad alto rapporto Vp/Vs (grigio scuro in figura) ad una con bassi valori di Vp/Vs (grigio chiaro), ovvero alla zona di contatto tra terreni aventi caratteristiche fisico meccaniche contrapposte. La pendenza della distribuzione dei terremoti suggerisce che l’inclinazione della Garfagnana Nord sia di circa 30° con immersione NE, e che tale sistema di faglie sia esteso fino a circa 15 km di profondità, quest’ultima correlabile al terremoto odierno in Garfagnana.

Infine, dallo studio dei meccanismi focali, calcolati con il metodo dei primi arrivi e solo per i terremoti aventi Ml  3.0, si evince un carattere transtensivo dell’area della Garfagnana Nord. Fa eccezione il terremoto del 1995 che, avendo un meccanismo puramente trascorrente, porta ad ipotizzare che l’area epicentrale di questo terremoto possa essere considerata una zona di svincolo per i sistemi di faglia NW – SE.

Massimiliano Riverso