BOLOGNA, 24 GENNAIO – Un «test nucleare di alto livello». Questa vuole essere la risposta della Corea del Nord al rafforzamento delle sanzioni deciso martedì dal Consiglio di sicurezza Onu, determinato dal lancio del missile-satellite di dicembre.

La Commissione Nazionale di Difesa, il più alto organo istituzionale nordcoreano, in una dichiarazione riportata dall’agenzia ufficiale Kcna, ha indicato come obbiettivo dei futuri lanci di vettori balistici a lungo raggio proprio gli Stati Uniti, definiti «il nemico giurato».

«Nella nuova fase della nostra secolare lotta contro gli Usa, non nascondiamo il fatto che diversi satelliti e missili a lunga gittata che continueremo a lanciare e i test nucleari di alto livello che condurremo avranno come target il nostro nemico giurato, gli Stati Uniti» ha comunicato la Kcna.

«Che ci sia o no il test dipende dalla Corea del Nord», è il commento riportato da Ansa di Glyn Davies, inviato speciale Usa per valutare le mosse della Corea del Nord, che al momento si trova a Seul. «Speriamo non lo faccia, chiediamo di non farlo. Sarebbe un errore e un’occasione mancata qualora decidano di farlo».

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Tuttavia la bellicosità del messaggio lanciato da Pyongyang sembra non lasciare spazio e speranze a soluzioni diplomatiche: «Mettere a posto i conti con gli Usa deve essere fatto con la forza, e non con le parole» sono le parole poco rassicuranti della Commissione, riportate da Libero.

In merito al missile che sarà impiegato nel “test di alto livello” gli osservatori ritengono che potrebbe trattarsi di una bomba all’uranio e non al plutonio come nel 2006 e 2009.

Dalla Cina, unico alleato rimasto al regime di Kim Jong-un (nella foto), ma che ha votato comunque la soluzione Onu avanzata dagli Usa, è arrivato subito un appello alla distensione, per evitare che vengano messe in atto «azioni che porterebbero a un’escalation della tensione».

Giovanni Gaeta