ROMA, 24 GENNAIO – Roberto Staffa, da quindici anni giudice a Roma, è stato arrestato ieri mattina. I carabinieri sono arrivati nella sua casa capitolina con un mandato di cattura cautelare disposto dal pm di Perugia Carla Giangamboni. Le accuse vanno da ipotesi di corruzione, concussione, rivelazione del segreto d’ufficio, e accesso abusivo al sistema informatico.

Staffa si è detto «sorpreso per la vicenda» – dunque un vittimismo contenuto per una figura conosciuta e rispettata nel proprio ambito professionale. Infatti Roberto Staffa non lo si deve considerare “uno dei tanti”, lui è il giudice che pronunciò la maxi sentenza del processo contro Felice Maniero e la mala del Brenta, e di quella dei Serenissimi che occuparono con un cingolato carico di colpi Piazza San Marco.

Dunque un curriculum, quello di Staffa, inappuntabile che rischia ora di essere segnato definitivamente da una vicenda che di ineccepibile parrebbe aver poco o nulla, mentre sembrerebbero tanti (troppi) i profili confutabili e disdicevoli.

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L’inchiesta parte un anno e mezzo fa, quasi per caso. Infatti è durante un arresto plurimo inerente a un giro di prostituzione, che una trans brasiliana fa il nome del pm di Roma. Il verbale viene secretato ed inviato a Perugia. Così il giudice Avila delega i carabinieri a fare ulteriori verifiche sulle manovre del suo collega – e le testimonianze che sono state raccolte, hanno evidenziato rapporti sessuali tra Staffa, donne e transessuali: il pm avrebbe concesso permessi di soggiorno per motivi di giustizia o colloqui in carcere, in cambio di sesso gratuito, che sarebbe stato praticato nel suo ufficio. Inoltre Staffa avrebbe manomesso abusivamente il registro informatico degli indagati.

Queste le parole rilasciate dall’avvocato difensore del pm, Salvatore Volpe « Gli inquirenti mi hanno informato che l’ordinanza è stata secretata. Devo comunque sottolineare che Staffa si è sempre distinto, oltre che in qualità di giudice, come vero e onesto galantuomo. Non ha mai anteposto nessun impegno ai suoi doveri professionali».

Nel frattempo il pm è già stato sospeso dal servizio, e il Ministero di giustizia ha richiesto gli atti della Procura di Perugia per valutare le iniziative giudiziarie.

Lorenzo Battaglia