LISBONA, 23 GENNAIO Si è conclusa a Lisbona la fuga di Fabrizio Corona, latitante da ormai quattro giorni, che questa mattina si è “consegnato spontaneamente agli agenti della polizia portoghese, affiancati dai poliziotti italiani, che, raccontano, l’hanno trovato “sconfortato”, “avvilito” e piangente.

Il “fotografo dei vip” era stato dichiarato ufficialmente latitante il 19 gennaio, giorno in cui un amico, che ora verrà indagato per favoreggiamento, è passato a prenderlo in auto all’uscita dalla sua palestra a Milano. I due si sono dunque diretti a casa di amici in Emilia, da dove, dopo la conferma della condanna a 5 anni di reclusione, sono partiti alla volta della Francia evitando le autostrade. Da qui hanno proseguito per la Spagna, da cui l’amico l’ha lasciato concludere da solo il suo viaggio verso Cascais, una cittadina nei pressi di Lisbona dove abitano dei conoscenti.

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Ad incastrare il ricercato è stato il gps dell’antifurto dell’auto usata per fuggire, che ha permesso alla polizia di rintracciarlo.

Dopo le perquisizioni a casa degli amici portoghesi, Corona, sentendosi ormai braccato, ha dato appuntamento agli agenti alla stazione della metro di Queluz, dove gli è stato notificato il mandato di arresto europeo.

Al momento Corona si trova in custodia presso un ufficio della polizia portoghese e domani mattina alle 10 lo attende un’udienza davanti al tribunale di Lisbona per l’estradizione in Italia, dove dovrà fare ritorno per scontare 7 anni e 10 mesi di carcere.

“Me ne sono andato perché temo per la mia vita nelle carceri italiane”

Poco prima di essere catturato, Corona ha dettato telefonicamente da una cabina pubblica il messaggio postato oggi sulla sua pagina Facebook, in cui annunciava che stava andando a costituirsi.

E nel tardo pomeriggio, in un audio-messaggio a Studio Aperto, ha poi dichiarato: “Mi sono consegnato spontaneamente, sono tranquillo e querelerò ogni persona che dice che ho pianto. Sono sereno, non ho paura e sono pronto a combattere la mia battaglia”.

Secondo quanto riferisce all’Ansa il suo avvocato, Nadia Alecci, Corona al telefono le avrebbe assicurato: “Non sono fuggito, me ne sono andato dall’Italia perché turbato da una sentenza ingiusta e perché temo per la mia vita nelle carceri italiane”.

Beatrice Amorosi