BRUXELLES, 22 GENNAIO – Sta suscitando non poche polemiche la questione degli studenti italiani all’estero per il programma Erasmus, che, stando alle norme vigenti, non potranno votare alle prossime elezioni politiche.

Attualmente può esprimere il proprio voto dall’estero solo chi è iscritto all’Aire (e si trova dunque fuori dall’Italia per almeno 12 mesi) e i ricercatori, i militari e il personale amministrativo – come previsto dal decreto legge approvato a dicembre, che ha esteso il diritto di voto anche a queste categorie.

Ieri mattina il premier Monti ha invitato i ministri dell’Interno, Annamaria Cancellieri, e degli Affari esteri, Giulio Terzi, a fare tutto il possibile per consentire ai 25mila studenti italiani temporaneamente all’estero di votare alle elezioni di febbraio.

Ma “tecnicamente non è possibile – ha replicato la Cancellieriin quanto per poter essere elettori bisogna essere iscritti nelle liste elettorali dell’Aire, che non sono previste per chi sta all’estero per meno di un anno. E non ci sono proprio i tempi tecnici per istituire le liste elettorali”.

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Oggi però anche l’Unione europea, attraverso la portavoce della Commissaria all’Istruzione Androulla Vassiliou, ha espresso il proprio sostegno agli “sforzi dell’Italia per assicurare che gli studenti che seguono corsi all’estero nel quadro del programma Erasmus non siano discriminati nell’esercizio del voto”.

E, pur riconoscendo che i trattati europei garantiscono il diritto di voto solo nelle elezioni locali e non in quelle nazionali, “gli studenti all’estero – ha detto Dennis Abbottnon dovrebbero essere svantaggiati e dovrebbero essere trattati come i militari in missione e gli insegnanti che lavorano all’estero”.

Beatrice Amorosi