VERONA, 22 GENNAIO – E’ stato chiamato Mobile Angel – letteralmente “Cellulare Angelo” – un servizio di Pronto intervento, basato sull’utilizzo di un telefonino a chiamata rapida, a favore di donne vittima di gravi casi di molestie e violenza. E’ avvenuta infatti ieri a Roma la firma di un protocollo d’intesa fra Polizia dello Stato e Fondazione Vodafone per l’estensione del progetto su tutto il territorio nazionale. Vodafone fornirà la tecnologia e la formazione, mentre la Polizia di Stato coordinerà localmente le Questure delle varie città coinvolte.

Ma come funziona il dispositivo anti-aggressione? Si tratta di un normalissimo telefono cellulare appositamente configurato e collegato tramite GPS alla stazione di Polizia più vicina all’abitazione della vittima. Il telefonino si attiva mediante un apposito  “tasto di allarme” che, non solo avviserà la polizia dell’aggressione in corso permettendole così di intervenire in tempi brevi, ma fornirà sempre anche l’esatta posizione della donna nella malaugurata circostanza che venisse rapita dal suo molestatore. Inoltre l’“Angel” è dotato di un dispositivo per la registrazione audio automatica dell’aggressione, che non solo sarà così effettivamente documentata e varrà come materiale probatorio in tribunale ma permetterà di raccogliere materiale per eventuali successive indagini.

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Per ora solo 33 di questi cellulari salvavita sono stati consegnati ad altrettante donne della capitale considerate “ad alto rischio di violenza” perché già oggetto di pesanti forme di stalking. Ma in tempi brevi verrà realizzato un tavolo tecnico di coordinamento per attuare e allargare il servizio a tutte le Questure italiane in modo che ad usufruire della protezione telematica sia il maggior numero di donne possibile.

All’atto della firma Antonio Manganelli, capo della Polizia, ha sottolineato l’importanza del protocollo d’intesa fra Forze dell’ordine e Azienda telefonica privata. “E’ un tassello di un progetto più ampio che ha lo scopo di contrastare ogni forma di discriminazione“, ha sottolineato. “Il dipartimento di pubblica sicurezza persegue da tempo questo obiettivo e intende implementarlo per garantire ad ogni cittadino, indipendentemente da razza, etnia, religione, sesso od orientamento sessuale, il diritto a vivere in modo sicuro e libero da condizionamenti”.

Antonella Traina