ROMA, 18 GENNAIO – “Non intendo fare il Robespierre. Noi una patrimoniale ce l’abbiamo già ed è l’Imu. Noi vogliamo lavorare su di essa inserendo una progressività che favorisca chi è più in difficoltà”.

Così Pierluigi Bersani scarta l’ipotesi di inserire una nuova tassa patrimoniale, dato che esiste già quella sugli immobili, la quale andrebbe rimodulata per toglierla a chi quest’anno ha pagato 4-500 euro.

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Per quel che riguarda il resto dei patrimoni – prosegue il leader del Pd ai microfoni di Radio24 – non intendo affatto concepire una patrimoniale, perché penso che il nostro problema sia la tracciabilità, per una Maastricht della fedeltà fiscale”.

E a questo proposito, nel rispondere a un ascoltatore, Bersani è categorico: “Mai più un condono. Mai più”. “Noi lavoriamo per la fedeltà fiscale – spiega – in modo che ogni euro che ricaviamo lo mettiamo a ridurre le tasse per chi le paga. Se non cominciamo mai, non ne usciamo mai”.

Il segretario del Pd sottolinea poi che “Berlusconi parla di tagli subito alle tasse, ma con lui la pressione fiscale è aumentata di 4 punti e ora è pesantissima”.

Bersani sostiene invece che, se ci saranno i margini, la sua intenzione sarebbe quella di “ridurre l’Irpef partendo dal lavoro e dalle pensioni più basse”. Si dovrebbero inoltre “supportare le imprese: la quota lavoro sull’Irap va ridotta e stabilizzata”.

Beatrice Amorosi