BOLOGNA, 17 GENNAIO – Fanno discutere le immagini di Beppe Grillo che, davanti al Viminale, si intrattiene in un particolare confronto con Simone Di Stefano, candidato per il Lazio di CasaPound Italia. Ma non finiscono qui i guai per i grillini.

Michela Montevecchi, capolista al Senato del M5S, aveva scritto su Facebook parole di fuoco a proposito del video in questione: “Se la costituzione vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista che ci fa Casa Pound davanti al Viminale a depositare il simbolo?”. Sembrava un’aperta contestazione a Grillo che, invece, aveva mostrato una certa simpatia per Di Stefano e le sue proposte. Invece no, perché sempre su facebook la candidata riferisce di non voler iniziare nessuna polemica, ma di voler aprire un dibattito sul testo della Costituzione e l’evidente contraddizione insita nell’esistenza di movimenti che, più o meno dichiaratamente, si inspirano al fascismo. A questo punto si dichiara vittima della manipolazione di Repubblica, colpevole di aver travisato le sue parole che non erano di attacco al leader. Allora è Grillo, capo politico indiscusso dei “cinque stelle”, a essere in disaccordo con l’aspirante senatrice.

Dal video risulta indubbio che il comico genovese si trovi vicino a Di Stefano su molti punti, certo gli ha anche detto che se andavano a manganellare la polizia lui non andava, ma per il resto “sembra di parlare con un candidato del M5S”.

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Altri Grillini, d’altra parte, hanno le idee più chiare: Federica Cuppini ha coniato lo slogan #notinmyname e dice che lei con CasaPound “non ci sta”; mentre Lorenzo Paulan, capogruppo del M5S a Carpi, addirittura si dimette. Nunzio Diana, consigliere  a Castenaso, non le manda a dire: “ma se Grillo cominciasse a stare un po’ zitto?”.

Anche nei quartieri di Bologna rabbia e sgomento:  Michele Onofri e Francesco Moretti, consiglieri del Navile, dicono che Grillo parla a titolo personale e se il M5S non è fascista e anzi dichiara morte le ideologie non si vede perché accettare qualcuno che si dichiara apertamente fascista; allo stesso modo Marco Gherardi, del Porto, si dichiara lontano da Ideologie fasciste e xenofobe.

Grillo da parte sua si dichiara in modo assoluto lontano da ogni possibile simpatia per il fascismo e per i movimenti neo-fascisti, tuttavia resta la sua dichiarazione: “se un ragazzo di CasaPound vuole entrare a far parte del M5S e possiede i requisiti non c’è motivo di respingerlo. Il M5S è ecumenico”.

Non bastassero questi problemi, spunta su youtube un video di Massimo Bugani sull’ex Grillino, ora con Ingroia, Giovanni Favia. L’ex consigliere, che aveva messo in discussione la democrazia interna al movimento, viene rappresentato come Cetto La Qualunque il politico cialtrone, personaggio nato dalla fantasia di Albanese. Bugani aveva accolto la candidatura con Ingroia di Favia dicendo “è stato furbo e ci siamo cascati in molti…lavoriamo a testa bassa e andiamo avanti a testa alta”.

Guglielmo Sano