AMSTERDAM, 16 LUGLIO – Il Senato dell’Aia ha approvato definitivamente a grande maggioranza la legge che mette al bando ogni allevamento di animali per la produzione di pellicce. Un iter durato sette anni e fortemente voluto dall’associazione animalista Bont Voor Dieren.

I proprietari dei circa 160 allevamenti di visoni avranno 10 anni di tempo per riconvertire la loro attività. La legge infatti entrerà in vigore effettivamente dal primo gennaio 2024. “Un tempo utile per ritrasformare questo comparto molto importante per l’economia del paese senza mettere sul lastrico gli allevatori”, commentano da più fonti. L’Olanda è infatti il secondo produttore europeo di pellicce di visone e sono circa 6 milioni gli animali cresciuti e poi smerciati come pellame pregiato da esportazione.  Inoltre il Governo accantonerà annualmente, per il prossimo decennio, 2 milioni di euro l’anno da mettere a disposizione dei futuri ex allevatori per aiutarli nel passaggio di attività.

Un’inchiesta condotta dal ministero delle Politiche Agricole all’inizio del 2012 ha stabilito che solo il 7 per cento degli olandesi è favorevole all’uccisione di animali per l’utilizzo della loro pelliccia>> dichiara il direttore dell’associazione Boont Voor Dieren, Nicole Van Germet. “Il divieto di allevamento di visoni è solo il passo successivo che segue quello già in vigore per le pellicce di cane, gatto e foca”.

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La legge approvata nei Paesi Bassi si va ad aggiungere a quelle già in vigore in Austria, Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e Bosnia. Sempre a partire dal 2024 anche la Danimarca, primo produttore europeo di pelli di visone e cincillà, adotterà un divieto analogo.

Un risultato importante quello raggiunto in Olanda e a cui ha contribuito anche la Lav, Lega antivivisezione, italiana membro del coalizione internazionale Fur Free Alliance, che riunisce circa 4 organizzazioni in tutto il mondo impegnate a combattere l’utilizzo degli animali per la produzione di pellicce.

E l’Italia? “Durante la scorsa legislazione abbiamo depositato alla Camera e al Senato una proposta di legge analoga a quella olandese”, commenta Simone Pavesi, responsabile della campagna pellicce della Lav. “Ora è necessario proseguire quanto prima s questa strada per allinearsi con gli altri paesi europei dove già il divieto esiste. Se lo ha fatto l’Olanda, secondo paese europeo nella produzione di visoni, noi, con i nostri 10 allevamenti e i 150 mila capi abbattuti ogni anno, non possiamo essere da meno”.
Antonella Traina