BOLOGNA, 15 GENNAIO – 7 volte vincitore del Giro di Francia dal 1999 al 2005, campione del mondo ai mondiali di Oslo del 1993, fa sua la Clasica San Sebastian del 1995 e la Freccia Vallone nel 1996, medaglia di bronzo a cronometro alle Olimpiadi del 2000.

Stiamo parlando dello statunitense Lance Armstrong, che deve arricchire la sua bacheca di successi con un’altra data importante.

Il 24 Agosto 2012 La United States Anti-Doping Agency dichiara l’atleta coinvolto in pratiche dopanti e lo squalifica a vita. I titoli ottenuti dal 1° agosto 1998 alla fine della sua carriera sono stati tutti revocati dall’UCI e all’ex ciclista professionista non rimane che ammettere la sua colpevolezza. Lo ha dichiarato oggi nell’intervista in tv da Oprah, rinunciando, in questo modo, a difendersi come stava tentando di fare, dinanzi alle accuse.

[smartads]

L’ex atleta texano,” quello che lasciava vincere Pantani”, oggi radiato, viene accusato di aver “contribuito alla creazione di un programma di doping estremamente sofisticato e mai visto prima nella storia dello sport”. Forse, almeno un primato gli è rimasto. Tra le righe, in due ore di interviste,” il campione di bugie” si ricorda di scusarsi con i membri della fondazione anti cancro “Livestrong” per averne leso l’immagine. E non è stato di parola, non ha tenuto fede a “quella macchina così semplice e così bella che è la bicicletta” lui che ha tanto decantato il suo amore per il ciclismo e il rispetto per le regole di questo sport. In fondo “il duro lavoro, il sacrificio, gli obiettivi non verranno mai fuori dalle analisi mediche” aveva dichiarato il Lance di una volta.

Forse, che dobbiamo raccogliere il meglio di questo sportivo? Epo, Testosterone, Corticosteroidi sono solo una parentesi, un modo per uscire in bellezza dal mondo delle due ruote, una via di accesso per quella sofferenza, che stando a Mr Armstrong, è necessaria per la felicità.

Intanto, la confessione è al primo capitolo, le pagine successive probabilmente, vedranno tra i protagonisti i proprietari delle squadre contro cui il plurivittorioso avvierà un’azione legale. Eccesso di trasparenza? Abbattere il sistema marcio e ripulirlo?

Da una pseudo legenda del ciclismo ce lo aspetteremmo, ma non è tutto oro quel che luccica, direbbe nonna Rachelina. L’uomo Armstrong, non è un cavaliere, ha troppe macchie e non è così folle da combattere contro i mulini a vento. Il suo traguardo, adesso, è moderare il bando a vita dagli sport olimpici.

Rachele Minichino