LOS ANGELES, 14 GENNAIO – Che Ben Affleck dietro la macchina da presa sia molto più costruttivo rispetto a quando faceva solo l’attore lo si è già capito un paio di film fa. Alla sua terza prova di regista  Ben Affleck non solo ha convinto il Golden Globe aggiudicandosi la statuetta come miglior film drammatico, la più ambita tra tutte  ma ha anche rovesciato il nuovo titano filmico di Steven Spielberg su Lincoln.

La storia raccontata che Affleck ha raccontato in “Argo” è quella di alcuni impiegati dell’ambasciata americana di Teheran rimasti bloccati in città durante la rivoluzione di Khomeini nel 1980 e del lavoro svolto dai servizi segreti americani per “estrarli” dal paese col pretesto di girare una pellicola cinematografica di fantascienza. Una storia che già di per se turbò molto l’America di quegli anni e che per analogia svela quanto di quelle stesse  ansie siano vive ancora oggi.

Accanto ad Affleck sono stati premiati tra gli altri:

Daniel Day Lewis come miglior interprete protagonista impersonando  “Lincoln” per Spielberg.

Nella categoria Musical sono state assegnati ben tre premi  a  “I miserabili”, la prima al film come miglior Musical, ad Anne Hathaway  come miglior attrice non protagonista ed a Hugh Jackman come miglior attore protagonista in una commedia.

[smartads]

Il nuovo film  di Quentin Tarantino non poteva non lasciare un segno col suo nuovo Django Unchained, portando a casa le statuette per la miglior sceneggiatura originale e quella di miglior attore non protagonista che è andata a  Christoph Waltz.

Altri premi degni di nota sono andati ad ADELE per la colonna sonora del film 007 SKYFALL di Mendez, a Kathryn Bigelow per il suo dramma-documentario ZERO DARK THIRTY (miglior attrice drammatica Jessica Chastain) sull’operazione di cattura di Osama Bin Laden, a Jodie Foster è andato un premio alla carriera.

A Ben Affleck  va il nostro augurio di poter continuare a sorprenderci come ha fatto fino ad oggi coi suoi film.

Luca Brandetti