ROMA, 14 GENNAIO – E’ stato al grido di “Homophobe, shut up!” (Omofobo, stai zitto!), rivolto a Benedetto XVI, che ieri quattro attiviste del gruppo ucraino di protesta Femen si sono denudate in Piazza San Pietro durante l’Angelus celebrato dal Papa.

Le ragazze – studentesse francesi e ucraine di 23 e 25 anni, guidate dalla leader del gruppo Inna Shevchenko – si sono tolte la maglietta rivelando la scritta “In gay we trust” (Crediamo nei gay) dipinta sui loro toraci per manifestare a favore dei diritti degli omosessuali. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno coperto le giovani e le hanno portate in questura, dove sono state identificate per dover forse rispondere dei reati di manifestazione non autorizzata e atti osceni in luogo pubblico.

Fortemente sdegnati i fedeli, tra i quali in particolare una donna che, al grido di “Sei il diavolo!”, ha iniziato a colpire con l’ombrello una delle attiviste trattenuta da una poliziotta.

Le attiviste di Femen che questa mattina hanno protestato in Piazza San Pietro – ha detto ieri il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzosono state portate in questura. Sicuramente la loro è una forma di protesta un po’ estrema, ma ci auguriamo non vengano criminalizzate, anche perché è comunque una forma di protesta non violenta”.

Il movimento, nato a Kiev nel 2008, è divenuto famoso negli ultimi anni per le numerose sexy proteste contro la corruzione, il turismo sessuale, il sessismo e altre forme di discriminazione, cause in nome delle quali le ragazze sono scese in piazza in Russia, in Ucraina e a Londra.

Nel novembre 2011 c’era già stato un tentativo da parte di cinque attiviste del gruppo di denudarsi in Piazza San Pietro, ma solo una di loro ci riuscì prima che intervenissero le forze dell’ordine.

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Beatrice Amorosi