Pierluigi Bersani segretario del Partito Democratico

ROMA, 10 GENNAIO – Il leader del Pd non poteva davvero credere che la strada alle elezioni del prossimo Febbraio sarebbe stata sgombra d’ostacoli. Dopo la discesa in campo di Monti e la ricandidatura di Berlusconi, le cose si complicano per il Pd, anche in Lombardia che è regione chiave per gli equilibri al Senato.

Il messaggio fatto recapitare da Monti a Bersani è chiaro. Albertini correrà per conquistare il Pirellone, la sua candidatura al Senato è solo un paracadute. Il Pd può stare tranquillo lo schieramento di Monti è deciso a contrastare la forte candidatura di Maroni alla presidenza della regione Lombardia. Albertini, addirittura, è sicuro di vincere, si paragona persino alla “decima Legione” dando per certa la sconfitta dei “Barbari Sognanti” dell’ex Ministro dell’interno. Eppure Bersani non mostra tranquillità, “vorrei capire a che gioco stanno giocando, che Monti non aiuti Berlusconi a togliere le castagne dal fuoco” ha dichiarato.
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Le preoccupazioni di Bersani restano comunque condivisibili. Se in Lombardia i “centristi” sembrano volerlo aiutare, non si può certo dire che stiano lavorando anche per una vittoria del Pd al Senato. Se Albertini, forte di un elevato consenso nella sua regione, si candidasse per Palazzo Madama soffierebbe al Pd il premio di maggioranza. Infatti la Lombardia elegge ben 49 Senatori, 27 sono il pacchetto che si porta a casa chi vince. Se consideriamo che lo schieramento centrista sta candidando: Casini, Buttiglione e Oliviero – pare proprio che Monti e company  preferirebbero una vittoria di Berlusconi. In questo caso Bersani sarebbe obbligato a trovare l’intesa con loro nel gioco della costituzione della maggioranza.  D’altra parte Bersani, dopo il suo attacco, continua a tendere la mano a Monti, parlando di alleanze ad urne chiuse. La freddezza di Monti però si condensa nelle dichiarazioni, rilasciate a Radio Montecarlo, in cui dice che “è troppo presto, pensiamo ai programmi per ora”.

Nel frattempo Berlusconi sembra tornato quello di un tempo, sfruttando le divisioni dei nemici, viaggia da un talk show ad un altro sfoderando le vecchie armi dialettiche, nuovamente affilate. Giusto di ieri sera l’ultima proposta che fa discutere, lanciata dal salotto a lui più familiare ovvero quello di Porta a Porta. Alle aziende che assumono un lavoratore a tempo indeterminato, magari un lavoratore giovane, niente tasse. Inoltre i contributi dei nuovi lavoratori assunti, per 3-4-5 anni, sarebbero a carico dello Stato. Ha continuato, poi, con le solite sciabolate a Monti e alla sua politica dell’austerità che ha solo peggiorato le cose. Mentre snocciolava statistiche e percentuali sulla disoccupazione e la caduta libera dell’economia causata da questo governo ha parlato anche dei vecchi alleati Casini e Fini, verso i quali non ha espresso dei giudizi di stima augurandosi “ di non doverli sopportare più sapendo che opportunisti sono”.

Guglielmo Sano