Berlusconi ospite di Santoro a Servizio Pubblico

MILANO, 10 GENNAIO – «Ci vado o non ci vado?» si chiede il piccolo Berlusconi stilizzato disegnato da Travaglio nella pubblicità di Servizio Pubblico, il talk show condotto da Michele Santoro su La7. «Ci vado, ci vado!» ha deciso alla fine quello vero e stasera alle 21.10 guarderà negli occhi la sua bestia nera (anzi rossa) televisiva.

Il motivo, spiegato dallo stesso Cavaliere più di una volta, l’ultima ai microfoni di Rtl 102.5: Santoro, il “comunista” e oppositore mediatico del Cavaliere, bersaglio insieme ad Enzo Biagi e Daniele Luttazzi dell’editto bulgaro berlusconiano del 2002, per «uso criminoso della tv», e allontanato poco dopo dalla Rai, è l’unico che può garantire al leader del Pdl una presenza nel prime time televisivo.

Berlusconi, infatti, nonostante abbia fatto incetta di ospitate ed interviste dal giorno in cui ha deciso di ricandidarsi alla Presidenza del Consiglio, in tv come alla radio, da Barbara D’Urso come da Massimo Giletti, il Presidente non è mai riuscito a farsi ascoltare nella fascia oraria d’elite, quella dedicata alle trasmissioni più celebri e seguite, che va dalle 20.30 alle 22.30.

E così il nemico diventa alleato, il suo invito la tappa più importante della sua campagna elettorale mediatica. Perché se il Cavaliere gioca bene le sue carte, una “prestazione” convincente in trasferta “rossa”, potrebbe far salire le quotazioni del Pdl nelle prossime elezioni.

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Tuttavia, è lampante quanto possa essere a doppio taglio la prossima puntata di Servizio Pubblico per Berlusconi: il Cavaliere ha dimostrato insofferenza, quando non addirittura rabbia, nei momenti in cui si è trovato di fronte un conduttore non disposto a trasformare la puntata in un “one man show” del Presidente. Tanto per essere più chiari: se nel salotto di Bruno Vespa e Barbara D’Urso il leader del Pdl ha potuto compiere un vero e proprio comizio politico senza contraddittorio, le cose non sono andate altrettanto bene a L’Arena, dove ha trovato un ben più pugnace Massimo Giletti. In quest’ultimo frangente, il Presidente ha perso la pazienza ed ha minacciato di abbandonare la trasmissione. Un altro episodio non proprio edificante è avvenuto proprio lunedì con Lilli Gruber a Otto e Mezzo. Prima ha messo in dubbio le qualità uditive della Gruber («Vedo che non sente le cose che dico, le darò il numero del mio otorinolaringoiatra»), poi le qualità professionali della giornalista («Il suo modo di fare tv non è obiettivo: ha usato il tempo solo per gli attacchi, non credo che giovi al suo ascolto e alla considerazione che di lei possono avere i telespettatori»).

A questo punto i vertici del Pdl (e magari anche quelli della Lega, vista la nuova alleanza) dovrebbero chiedersi se Berlusconi abbia adeguatamente misurato la palla. Se al minimo accenno di contraddittorio “non gradito” da parte di conduttori “neutrali” il Presidente ha avuto queste reazioni, è il caso di presentarsi alla corte di Santoro e Travaglio, due nemici dichiarati, il primo dei quali è stato a suo tempo osteggiato ed epurato? Non è quantomeno azzardato recarsi in questa tana del lupo, visto che è assai probabile trovare un’atmosfera che, se tutto va bene, sarà solo ostile?

Non possiamo sapere se Berlusconi abbia adeguatamente calcolato i pro ed i contro di questa decisione, oltre alla sua tenuta mentale una volta messo alla berlina dal duo di Servizio Pubblico. Però, Berlusconi è un uomo di televisione, anzi L’Uomo Televisivo Italiano per eccellenza. In più, vista la sua massiccia presenza plurimediatica (quasi un’ospitata al giorno), Berlusconi ha deciso di puntare tutto sulla televisione, che si tratti di trasmissioni gestibili (se non accomodanti) o più ostiche, prendendosi tutti i rischi del mestiere.

D’altronde, Berlusconi è anche un uomo di calcio e sa bene che i goal in trasferta valgono doppio.

Giovanni Gaeta