LONDRA, 9 GENNAIO  – Un  tema di ricerca inglese starebbe elaborando un algoritmo capace di individuare gli atti criminosi prima che questi abbiamo effettivamente luogo. Proprio come nel film Minority Report., basato su un racconto breve dello scritto re Philip K. Dick.

Nel caso reale, non sarebbero degli individui in possesso di poteri di divinazione a predire i crimini ma una complessa formula matematica, che elaborando dati relativi al numero di atti criminali compiuti nel paese, indicherà ai poliziotti le aree geografiche dove sarà più probabile che il crimine verrà reiterato la volta successiva.

Partita in California, all’Ucla, come una pura e semplice ricerca teorica e speculativa,  questa tecnica è stata oggi implementata in un vero e proprio software Regno Unito. Se ne sorprende anche il padre accademico delle teoria tradotta in tecnologia il professor  Jeff Brantigham, che sostiene ora le infinite possibilità aperte dal modello.

[smartads]

Pare che dalle prime sperimentazioni condotte la tecnica funzioni davvero e che i primi pre-arresti siano stati già effettuati. In particolare alcuni agenti californiani hanno colto in flagranza di reato una donna che voleva rubare un autovettura.

Chissà cosa avrebbe pensato Philip K. Dick, scomparso nel 1982 di questa sua profezia che si autorealizza? Una tra le tante ormai.

Se è vero come dicono tanti che “la strada per l’inferno è lastricata delle migliori intenzioni” d’ora  in avanti bisognerà prestare bene attenzione ogni volta che ne formuliamo qualcuna.

Luca Brandetti