BOLOGNA, 7 GENNAIO – Dall’iniziativa di Sky di fare riprese a Scampia per l’ambientazione di una fiction sulla camorra, dal titolo “Gomorra”, è nata una violenta polemica che vede coinvolti in prima persona il sindaco di Napoli De Magistris e Angelo Pisani, presidente della municipalità.

La prima reazione è stata quella di Pisani che alla notizia delle intenzioni di Sky si è espresso subito in modo contrario. Infatti, il presidente della municipalità si dichiara stanco di questo “sfruttamento strumentale di Napoli e in particolare di questo quartiere”, e per questo ha negato le riprese. Pisani non vuole che l’immagine di Scampia sia legata solamente a questioni di mafia: “enfatizzare sempre e soltanto le cose negative, che naturalmente ci sono, e’ innegabile, non risolve nulla anzi peggiora i problemi e conferma il marchio d’infamia che suo malgrado Scampia si tira addosso. E questo nonostante ci siano tante realtà positive di cui non si parla mai”.

Dello stesso parere è anche il sindaco partenopeo. De Magistris attraverso il suo blog fa sapere che: “Non appartiene a questa amministrazione il diniego di autorizzazioni che riguardano le varie attività culturali e comunicative, ma siamo stanchi di vedere Scampia ridotta, anche sul piano dell’immagine e non solo nazionale, a territorio di conquista della camorra in lotta, come se a Scampia non esistesse altro al di fuori delle piazze di spaccio e della faida dei clan”.

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Nella disputa però si inserisce anche Roberto Saviano, dal cui libro prende il titolo la fiction. Lo scrittore si dichiara di parere opposto a quello del sindaco e del presidente della municipalità e in un accorato articolo comparso su Repubblica riflette su queste vicende. Saviano ritiene che “la luce sul dolore di Scampia la accendono le tragedie”, e che un territorio così duramente provato da una guerra di mafia, riesplosa proprio con particolare violenza in questi giorni, con esempi anche eclatanti come le sparatorie all’interno di scuole materne o bombe in piazza, non possa che giovare di un “racconto”, anche in fiction, di queste tragedie, in modo tale da sensibilizzare una larga fetta di “pubblico” per non essere più avvertito solamente come un “problema locale” ma nazionale.

Amalia Salsi