Profezia Maya: la setta della Chiesa di Dio OnnipotentePECHINO, 19 DICEMBRE – Maxi operazione in Cina che ha portato all’arresto di circa 500 persone, di cui più di 400 nella sola provincia del Quinghai, accusate di appartenere ad una setta politico-religiosa di stampo catastrofista.

Da sempre le autorità del territorio cinese tentano di  sradicarle ma, le sette e i movimenti spirituali “alternativi”,“culti perversi” come li definiscono le autorità di Pechino, riemergono costantemente . È il caso della setta millenarista nota con il nome di “Chiesa di Dio Onnipotente”, affermatasi circa vent’anni fa che promuoverebbe la figura di un secondo Gesù nato in Cina, dai tratti femminili.

Nell’occhio del ciclone o meglio, nel mirino della polizia cinese in questi giorni, per l’adesione non finalizzata a se stessa del movimento, alla profezia Maya. Infatti, gli adepti di tale setta, si sarebbero resi protagonisti d i una propaganda “pro apocalisse del 21 dicembre”.  Quest’ opera di “sensibilizzazione” , se così possiamo definirla, al tema della fine del mondo, annunciata e promossa da questi mediante la diffusione di dvd, libri, sms,volantini e così via, risulterebbe essere  estremamente pericolosa per l’influenza che eserciterebbe sulle menti , già fortemente soggiogate, degli individui diffondendo panico e destabilizzando il normale equilibrio vitale.

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Emblema ne è il caso esploso qualche giorno fa, del cinese di Henan che ha ferito 22 bambini di una scuola elementare per  anticipargli la fine.  Ma non solo, ad allertare le autorità, sarebbe anche la forte connotazione politica del gruppo che, stando a quanto riportato da documenti ora di dominio pubblico,mirerebbe  a colpire “un grande drago rosso”, identificabile con il Partito Comunista, per mezzo dei suoi adepti.

LE ACCUSE – i 500 arrestati, di cui 400 circa nella provincia del Quinghai e  i restanti in diverse altre regioni e province, devono rispondere perciò, dell’accusa di  diffusione di voci destabilizzanti  per mezzo di libri, dvd e altri canali di diffusione su elencati ed ora posti sotto sequestro e, di “arruolamento” violento e tal volta costretto, di fedeli. Questi infatti, sarebbero  spesso reclutati  senza consenso tra le comunità cristiane locali.