BOLOGNA, 18 DICEMBRE – Il migliore, per lo meno a Bologna. Stiamo parlando di Alessandro Diamanti, stella dei rossoblù e della Nazionale azzurra, che qualche giorno fa è stato insignito del premio quale atleta di punta dell’anno inerente allo sport cittadino (indetto dal Panathlon Club Bologna).

E come non essere d’accordo. “Alino” con i felsinei non stecca quasi mai, anzi, sarebbe più facile dire che in quanto a cuore, anima e tecnica è sempre lui il migliore in campo, almeno tra i suoi.
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Se n’è accorto anche il ct della Nazionale Cesare Prandelli che a maggio decide di portarselo all’Europeo in Polonia e Ucraina. Il numero 22 azzurro resta a guardare fino al 18 giugno, quando a Poznan contro l’Irlanda, Diamanti prende il posto di Cassano, giusto in tempo per fornire a Balotelli l’assist da calcio d’angolo per il gol del 2-0 finale. Ai quarti, contro l’Inghilterra, entra sempre in corsa al posto di FantAntonio: un palo e il rigore decisivo sono il suo apporto alla squadra. Una nazione intera esulta quando il suo mancino manda Hart da una parte e gli azzurri dall’altra, dritti dritti in semifinale. Dove c’è la Germania: “Alino” ci prova subito da metà campo, poi serve due cioccolatini prima a Di Natale poi a Balzaretti, è una scossa elettrica, come sempre. In finale, con la Spagna, Diamanti non gioca e l’Italia perde malamente (4-0 ndr); un caso, penseranno i più, ma i numeri dicono che senza il fantasista di Prato in campo, gli azzurri all’Europeo non hanno mai vinto.

In campionato, il gioiello felsineo rinizia da dove aveva lasciato, con una responsabilità in più: indossare la fascia da capitano fino al rientro dello squalificato Portanova. Il numero 23 di Pioli assolve il compito al meglio andando a segno ben 5 volte. Il premio pare più che legittimo, il Bologna si salverà e, ancora una volta, sarà merito suo.

Tiziano Marino