BOLOGNA, 17 DICEMBRE – Siamo agli sgoccioli. Il fatidico giorno, preannunciato dai veggenti Maya, sta per arrivare. sarebbe venerdì, “il giorno dell’apocalisse”. Quello in cui un generale black out spegnerà i riflettori su tutta la Terra. Un evento di dimensioni planetarie che produrrà un distacco brusco dal passato.

La fine del mondo? E’ quello che si dice in giro. Circola sul web, nelle case in tv, sui giornali; ma non si tratta della nuova colonna sonora dell’inverno bensì, della famosa quanto catastrofica profezia Maya secondo la quale , il “the end” sarebbe alle porte. La data del 21 dicembre 2012 del calendario gregoriano infatti, risalterebbe sulle altre, ma si tratterebbe di tutt’altro che una festività. Una profezia priva di qualsiasi fondamento scientifico, smentita più volte dalle comunità di geofisica e astronomica oltre che dagli studiosi più esperti di questa civiltà che interpreterebbero tale “apocalisse”, semplicemente come la fine di un’era, un nuovo inizio, al massimo una trasformazione spirituale dell’umanità.

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Di cosa di preciso si tratti tuttavia, lo scopriremo solo tra qualche giorno. Ma intanto le reazioni della gente nelle cui menti la profezia si è impressa, sono diverse e talvolta inquietanti. C’è chi organizza festini e party all’insegna dell’ultimo drink in compagnia burlandosi dei creduloni, chi partecipa a riti scaramantici a base di “tocca ferro” ( e non solo) e cornicelli. A Napoli è stato addirittura lanciato il “corno show”, un progetto che prevede l’istallazione nella città di 36 statue raffiguranti appunto i corni scaccia sfiga. Stravagante anche l’idea di un cinese che, sulle orme di Noè, si è costruito con tutti i suoi risparmi, una grande arca che lo porterà in salvo. Ma tra creduloni e scettici che approfittano di questi per ovviare al loro tedio, c’è chi si fa protagonista di tragici risvolti.

Tutt’altro che simpatica infatti, la reazione di un uomo che venerdì scorso in Cina, nel villaggio di Chenpeng della provincia cinese di Henan, ha accoltellato 23 bambini di una scuola elementare. “Volevo anticipare la fine per quei bambini innocenti” ha riferito alla polizia il 36enne Min Yongjun che in preda al tormentone Maya, si sarebbe recato prima nella casa di un’anziana signora accoltellandola e poi, nella scuola elementare mietendo altre piccole vittime. I bambini, di età compresa tra i 6 e i 12 anni, colpiti fino a che gli insegnanti non sono stati in grado di bloccare il carnefice, hanno riportato ferite al volto e alle mani. Ricoverati in ospedale tuttavia, nessuno è in pericolo di vita.

Caso isolato o psicosi da Maya? È lunedì e il countdown prosegue: saremo vittime dei Maya o di noi stessi e delle nostre superstizioni? Che dire, si salvi chi può!