BOLOGNA, 14 DICEMBRE – “A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del Movimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri”.

Così Beppe Grillo dal suo blog stronca la carriera dei due attivisti bolognesi, espulsi dal M5S per aver accusato il comico genovese di essere anti-democratico. In particolare il consigliere alla Regione Emilia-Romagna, Favia, sconterebbe le accuse rivolte a Grillo nel fuorionda trasmesso a “Piazza Pulita”; la Salsi la sua partecipazione a Ballarò contro il volere del leader, che paragonò i talk show al Punto G.

Il dissenso non è concepito all’interno del Movimento – lamenta la consigliera comunale di Bologna ad Affaritaliani.it – Paradossalmente i partiti, con tutti i disastri che hanno arrecato a questo Paese, sono più controllabili dai cittadini di quanto lo siano Grillo e Casaleggio”.

Ma alla base che continua a sostenerla assicura: “Porterò comunque avanti il mio mandato elettorale, perché i cittadini mi hanno affidato un compito ed io intendo portarlo fino in fondo. Se non ho più la possibilità di utilizzare il simbolo, pazienza. Mi sono candidata con un programma e cercherò di portarlo avanti”.

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Tace invece Giovanni Favia, che ai giornalisti che gli chiedano come mai sorrida si limita a rispondere: “Dovrei piangere?”.

I suoi commenti appaiono soltanto su Facebook, dove esprime così il proprio dissenso: “Gli interessi privati, i personalismi, la verticalità organizzativa, la fede messianica in un leader non sono mai state nel nostro Dna, non sono mai stati i nostri semi. Accettare una deriva di questo tipo significherebbe arrendersi. E noi invece non ci arrendiamo mai”.

E intanto, alla verifica semestrale, gli attivisti di Modena e provincia gli confermano la fiducia con 97 voti favorevoli su 106.

Beatrice Amorosi