CALCUTTA, 10 DICEMBRE – Spietato omicidio “d’onore” in India. Un sarto di 29 anni ha decapitato la sorella che, stanca dei maltrattamenti e delle violenze subiti dal marito, era fuggita con un altro uomo.

Il giovane, Mehtab Alam, si è poi costituito ad un commissariato di Calcutta, dove si è presentato con una spada in una mano e la testa della sorella nell’altra, spiegando agli agenti di essere stato costretto al gesto «per salvare l’onore della famiglia». Lo hanno raccontato l’Hindustan Times e altri media locali. L’esecuzione è avvenuta in strada e l’aggressore ha camminato nelle strade per tre chilometri con l’arma e la testa della sorella nelle mani, prima di arrivare al commissariato, dove si è poi costituito.

[smartads]

Il quotidiano sottolinea la reazione degli abitanti del quartiere ai sobborghi della metropoli indiana, dove è avvenuta l’esecuzione, che hanno giustificato l’omicidio con motivi religiosi.

La vittima, Nilofer, 22 anni, sposata da otto e madre di due bambini di tre e cinque anni, aveva abbandonato la casa per fuggire con un ex fidanzato, Feroz Hussain, esasperata dalle «torture quotidiane subite nella casa dei famigliari del marito». La coppia si era nascosta nell’abitazione del fratello maggiore di Feroz. Ma, venuto a conoscenza della fuga, Mehtab è riuscito a trovarli.

Ha trascinato per i capelli la sorella in strada e l’ha decapitata sotto gli occhi dei passanti. «Avrei ucciso anche l’amante se l’avessi trovato in casa», questo ha, inoltre, giurato il 29enne.

Maria Francesca Cadeddu