Report sul tifone che ha devastato le FilippineMANILA, 6 DICEMBRE- Sale a 475 il numero delle vittime del tifone Bopha, nella parte meridionale delle Filippine, una cifra purtroppo destinata a salire, dato il numero di dispersi per ora fermo a quota 300.

E’ stato il tifone più potente di quest’anno, che ha letteralmente spazzato via, con venti a 175 km orari, l’isola di Mindanao.

All’interno dell’isola si registrano le perdite maggiori nella provincia di Compostela Valley e di Davao Oriental, nella regione amministrativa di Davao, dove sono morte oltre 200 persone. Nella città di New Bataan invece le devastazioni prodotte dal mare di fango hanno causato 142 vittime.

«Le inondazioni sono arrivate all’improvviso e inaspettatamente, e i venti erano fortissimi» ha affermato il governatore Arthur Uy e Manuel Roxas, ministro degli interni, ha dichiarato che intere famiglie sono state spazzate via, aggiungendo che alcuni corpi sono stati ritrovati anche a 10 km di distanza.

Danni anche all’economia: il tifone ha seriamente danneggiato l’industria delle banane, di cui le Filippine sono il terzo esportatore al mondo, distruggendo un quarto delle piantagioni, pari a 42.mila ettari, per un ammontare dei danni di circa 250 milioni di euro.

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OPERAZIONI DI SOCCORS O- Ormai la tempesta si sta dirigendo vero il mare cinese, così sono scattate le operazioni per raggiungere le zone più colpite, una missione non facile dato che molte città sono rimaste completamente isolate, per via delle devastazioni di strade e ponti d’accesso e la mancanza di elettricità che impedisce la comunicazioni. La via più percorribile è quella aerea.

Inoltre l’impossibilità di seppellire velocemente i cadaveri crea non pochi disagi alla popolazione: nell’isola di Mindanao infatti è tornato il sole, e  i cadaveri si trovano esposti al caldo tropicale coperti soltanto da foglie di banano: resta alto il rischio di epidemie.

Nonostante il bilancio di vittime non irrisorio, gli esperti affermano che sarebbe potuta andare molto peggio, se le autorità questa volta non avessero attivato la misura preventiva che ha portato all’evacuazione di 170.000 persone. Il tifone dello scorso anno, soprannominato Washi, causò vittime per un numero pari a 1.500 persone.

Giacomo Ciampoli