NAPOLI, 6 DICEMBRE – L’omicidio di Luigi Lucenti resta di una gravità assoluta: portare la guerra all’interno di un asilo significa che ormai la cosa sta sfuggendo di mano, e Napoli diventa sempre più una terra di nessuno.

Il sindaco di Napoli De Magistris lo definisce un vero e proprio «atto terroristico», la Carfagna individua nell’omicidio un «punto di non ritorno» per Scampia e per il presidente della regione Campania Stefano Caldoro «la situazione si fa sempre più preoccupante».

Dal canto suo il ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri definisce la situazione come una «ferita aperta, una battaglia dai tempi lunghi» e nega però che i tagli del governo possano avere un qualche impatto sulla sicurezza: «I tagli non toccheranno mai le forze dell’ordine, toccano gli uffici, l’organizzazione, la loro dislocazione sul territorio. La presenza delle forze dell’ordine non verrà indebolita assolutamente»

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Non pare di quest’avviso Roberto Saviano: definisce la lotta una «lotta impari» e giudica non sufficiente la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, proprio perché ormai si vedono costrette a dover risparmiare su tutto. E così capita che un posto sgomberato dalla polizia venga subito rioccupato dai clan della camorra: così è accaduto per la piazza Cianfa di Cavallo, motivo della morte di Salvatore Lucenti.

SUBITO UN’ALTRO OMICIDIO – E’ di oggi invece la notizia dell’omicidio di un uomo di 40 anni a Calvizzano (Napoli); Il Messaggero non esclude che questo delitto sia una risposta agli agguati degli ultimi giorni, legati alla faida nella periferia nord di Napoli. Del resto c’era da aspettarselo: con l’assassinio di Mirko Romano, importante membro degli Scissionisti, era prevedibile assistere ad una escalation di delitti.

Giacomo Ciampoli