NAPOLI, 6 DICEMBRE – Ieri mattina mattina Luigi Lucenti, 50 anni, criminale appartenente al clan degli Scissionisti, è stato ucciso da due sicari di un’organizzazione camorristica rivale, i «girati» della Vannella Grassi, vecchi alleati del gruppo di Lucenti.

I due killer, a volto coperto e a bordo di uno scooter, lo hanno intercettato fuori casa, hanno sparato, ma Lucenti è riuscito comunque a fuggire, probabilmente ferito.

Credendo forse di salvarsi, si è rifugiato all’interno di un asilo, l’istituto «Eugenio Montale» di Scampia, in via Fratelli Cervi. Sperava forse che i sicari non avrebbero avuto l’ardire di raggiungerlo fin dentro l’edificio, sapendo che era pieno di bambini; non è stato così: Lucenti è stato raggiunto e freddato proprio all’ingresso del portone principale, sulla rampa d’accesso destinata ai disabili.

Per fortuna i bambini non si trovavano in quel posto: erano all’interno intenti a preparare la recita di natale: «Gli spari? I bambini non si sono accorti di nulla. Cantavano. Stavamo preparando la recita di Natale cantando tutti assieme le canzoni» ha dichiarato una delle insegnanti. Soltanto gli insegnanti infatti si sono resi conto dell’accaduto e, dopo aver coperto le finestre con fogli di giornale, hanno fatto uscire i bambini per una porta secondaria.

[smartads]

IN PIENA GUERRA- Sono «omicidi di ristrutturazione», così li ha definisti Roberto Saviano oggi su Repubblica. Lucenti apparteneva al clan degli Abete-Abbinante, si era fatto un nome nell’ambiente criminale napoletano non tanto grazie a reati di Camorra, quanto per reati legati all’estorsione e alla ricettazione, era un esperto del cosiddetto «cavallo di ritorno»: tecnica che consiste nel contattare la vittima di un furto proponendogli di restituirle la refurtiva in cambio di denaro.

Secondo gli investigatori Lucenti avrebbe fatto in questo periodo il famoso « salto di qualità»: sarebbe stato incaricato dal clan degli Abete-Abbinate di gestire lo spaccio nella piazza «Cianfa di Cavallo» in via Ghisleri, recentemente chiusa dalle forze dell’ordine, e in procinto di riaprire.

Evidentemente ciò non andava al clan dei girati, che già tre giorni fa hanno ucciso un altro esponente di punta degli Scissionisti: Mirko Romano, trovato sulla superstrada perimetrale di Melito.

Non è difficile comprendere il perché di questa guerra: in un momento di crisi come questo le piazze di spaccio diventano fondamentali per gli introiti di un clan, e una soluzione come quella della legalizzazione non sarebbe assolutamente da scartare, anzi per Saviano si profila addirittura come una scelta obbligata per sottrarre fondi alle organizzazioni camorristiche.

Giacomo Ciampoli