il presidente dell'Egitto Mohammed MorsiIL CAIRO, 6 DICEMBRE – Alla fine è degenerata nel caos più totale, la giornata di ieri al Cairo, capitale egiziana, teatro di una contestazione che si è trasformata in una vera e propria guerriglia urbana causando 7 morti e più di 300 le persone arrestate dai militari. Ormai è chiaro che la tregua tra il popolo egiziano e il suo nuovo Presidente Morsi è finita. La maggioranza degli egiziani non ci sta a vedere infranti i sogni di libertà e uguaglianza che avevano alimentato tutto il decorrer vittorioso della “primavera egiziana” sino alle dimissioni del pluridecennale dittatore Mubarak. Morsi come il suo predecessore sembra deciso a voler instaurare un nuovo regime filo-islamico appoggiato dal largo consenso dei Fratelli Musulmani.

Questo il motivo principale che ha spinto il resto del popolo egiziano a presentarsi numeroso alla  manifestazione indetta per la giornata di ieri, 5 dicembre. Ad attendere i manifestanti dinnanzi la residenza al Cairo del Presidente Morsi c’erano un paio di carri armati, filo spinato e una buona dose di militari in divisa antisommossa e pronti a non usare alcuno scrupolo. E così è stato. Appena la folla urlante slogan di speranza è stata aizzata dalla cortina umana dei militari, il caos è scoppiato.

[smartads]Risultato finale 7 morti e una nuova “Primavera di sangue” che ha mosso appena i primi tumulti.

Nonostante l’atmosfera nefasta che regnava per le vie del Cairo, due buone notizie son giunte dai notiziari della sera, a riprova del coraggio e della voglia di cambiare e porre fine una volta per tutte ai soprusi civili e politici che la maggioranza del popolo egiziano è costretto a subire. Infatti si sono dimessi dai propri rispettivi incarichi il Presidente della televisione di stato Essam el Amir e uno dei consiglieri più fidati del Presidente Morsi, Seif Abdel Fatah. Entrambi hanno dichiarato che il motivo delle proprie dimissione è una forma di protesta contro la gestione del Paese e allo stesso tempo, una dimostrazione di rispetto «per i martiri caduti al Cairo».

Lorenzo Battaglia