ROMA, 4 DICEMBRE – In tempi di primarie per i maggiori partiti italiani anche il Movimento 5 Stelle ha avviato la selezione dei propri futuri candidati a Camera e Senato, che si chiuderà il 6 dicembre, ma ovviamente Beppe Grillo doveva farlo a modo suo. Per distinguere le primarie M5S è stato infatti coniato il termine “Parlamentarie”, ma anche la modalità di scelta si differenzia dal solito inserimento della scheda nell’urna, perché la selezione si svolge via web.

Gli elettori, che devono essersi iscritti al movimento entro il 30 settembre, hanno a disposizione tre preferenze all’interno della loro circoscrizione elettorale, alla quale vengono indirizzati al momento del voto, quando è anche possibile visualizzare tutte le informazioni relative ai candidati – inclusi CV, video di presentazione e dichiarazione di intenti – e i loro contatti sui social media.

Il voto è individuale – ci ha tenuto a precisare Grillo sul suo blog – e bisogna evitare che sia pilotato da fantomatiche assemblee o comitati, entrambi esclusi categoricamente dal ‘Non Statuto’. Chi cercherà di pilotare il voto sarà diffidato ed escluso dalle votazioni, sia che si tratti di candidato che di votanti”.

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Prima di tutto, dunque, la trasparenza. E da parte dei 1400 candidati – rientranti fra “coloro che si sono presentati alle elezioni comunali o regionali” nelle fila del Movimento – si richiede di soddisfare alcuni requisiti: bisogna essere incensurati, non essere iscritti a partiti e non aver svolto due mandati, oltre all’adesione a un codice comportamentale che prevede, ad esempio, di non partecipare a talk show televisivi e di rinunciare al titolo di “Onorevole”, in favore del più comune appellativo di “Cittadino”.

Tra gli aspiranti parlamentari le figure più svariate: si va da Natale Di Santo, studente di ingegneria fisica senza esperienze lavorative, a Vito Crimi, che aspira a diventare “portavoce di questi cittadini italiani che sono fantastici” pur non avendo “un curriculum eccezionale, né esperienze di studio né di lavoro eclatanti”. E si passa per personaggi come Marco Picciafuoco, secondo cui “il mondo si cambia cambiando noi stessi, costruendo la nostra piccola arca nella quale mettiamo tutto ciò che riteniamo utile e fertile da portare con noi” e che ritiene “ormai scontato che il diluvio universale arrivi e spazzi via tutto”.

Beatrice Amorosi