ROMA, 4 DICEMBRE – Lutto nel calcio olandese per la tragica e assurda morte del guardalinee di una partita di calcio amichevole.

Richard Nieuwenhuizen, quarantunenne, sarebbe stato preso a calci e pugni da tre ragazzi, la cui età si aggira attorno ai quindici e sedici anni, domenica al termine della disputa amichevole tra i Nieuwe Sloten, del quale gli aggressori facevano parte, e il Buitenboys.

Secondo le testimonianze dei presenti alla partita, il guardalinee aveva già subito aggressioni verbali durante la disputa, che era già stata sospesa a causa di episodi violenti.

La morte dell’uomo è sopraggiunta lunedì nell’ospedale di Nieuwegein, a seguito delle ferite riportate alla testa, e ha provocato sgomento e rabbia nel mondo del calcio e non solo.

I tre aggressori sono stati arrestati nella nottata di domenica con l’accusa di aggressione e di omicidio e si dovranno presentare in tribunale giovedì prossimo.

Intanto, i tre sono stati espulsi dal club e la loro squadra, in segno di rispetto verso i famigliari della vittima, si è ritirata dai campionati di questa stagione.

Secondo il presidente dell’Almere Marcel Oost, sarebbero coinvolte altre due persone, per ora non ancora fermate dalla polizia.

LE REAZIONI

[smartads]

A pochi giorni dallo scioccante episodio, ha espresso il suo pensiero Frank De Boer, tecnico dell’Ajax: “Come possono dei ragazzini di 15 e 16 anni andare fuori di testa in quel modo? Come sono stati cresciuti?” e ha aggiunto “Dobbiamo fare qualcosa perché e’ pazzesco”.

Anche il ministro dello sport olandese Edith Shippers ha dichiarato che  “è terribile che episodi del genere avvengano nei campi olandesi”.

Come non dargli ragione, gli episodi di violenza nei campi di calcio  non dovrebbero mai accadere. Il calcio dovrebbe essere solo uno sport finalizzato al divertimento delle persone, non una guerra tra bande.

Lucia Bonora