TORINO, 1 DICEMBRE – Juventus-Torino 3-0 finale: netto successo bianconero, facilitato anche dalla follìa di Glik nel primo tempo. Super Marchisio, Ogbonna titano.
TOP JUVE

[smartads]

MARCHISIO – Nato a Torino sia fisicamente che calcisticamente, era uno di quei giocatori che sentiva più di tutti questo derby che ritorna ad animare la Serie A dopo 1365 giorni. E in effetti, il principino della Juve non poteva esternare questo suo entusiasmo da derby in maniera migliore: due gol nel secondo tempo, sfruttando la sua miglior dote – quella dell’inserimento senza palla –, riscattano la prova opaca del primo tempo, e mettono la firma su un derby a senso unico dopo l’espulsione di Glick a metà del primo tempo. Davvero una bella giornata per lui.
GIOVINCO – E’ quello che forse approfitta più di tutti del vantaggio numerico acquisito: entra in campo nel secondo tempo con una cattiveria e una grinta paurosa, divorandosi il campo dal ritorno dagli spogliatoi alla sostituzione, dove farà spazio a Matri: un assist e un gol sono il proprio tabellino personale, per un giocatore sicuramente in netta crescita.
FLOP JUVE
VUCINIC – Opaco, lento, incostante. E’ il giocatore che meno brilla in campo tra i suoi, per sua fortuna nella partita in cui meno c’era bisogno del suo estro creativo offensivo, visto l’operato dei suoi compagni di squadra. Imbrigliato nella difesa dei granata, non trova mai sbocchi o spunti decisivi, innervosendosi e beccandosi anche un cartellino giallo: il montenegrino non è in giornata e si vede.

PIRLO – Il rigore sbagliatissimo sembra bloccarlo un po’ nel secondo tempo, limitandosi al compitino senza mai rischiare troppo nella fase di impostazione del gioco. Non illumina il campo come suo solito, ma anche a dei campioni come il regista ex-Milan capita di prendersi delle pause ogni tanto. Soprattutto se tra pochi giorni hai un impegno non da poco chiamato Shakhtar.

TOP TORINO

OGBONNA – Prova a reggere sulle proprie spalle la difesa granata fin quando è possibile, poi poco può quando la partita ha ormai preso la sua direzione e il resto della sua squadra smette di crederci. Con tanta responsabilità, si impegna fino alla fine, ma purtroppo per il Torino non basta. Ma ha grandi doti, e si vede: Prandelli annoti.
SANTANA – Non perché abbia fatto il partitone, anzi ha sbagliato tanti appoggi più o meno semplici. Però ci crede e si affanna per andare a recuperare ogni pallone e cercare di far scattare – vanamente – una qualche sorta di contropiede, a partita ormai chiusa. Gli va dato atto di essersi almeno impegnato, e a risultato acquisito è quello che conta.
FLOP TORINO
GLIK – La sua entrata folle su Giaccherini di fatto chiude la partita dopo soli 30 minuti di gioco. Non solo la sua, ma anche quella di tutta la sua squadra, costretta ad arrendersi ad un’avversaria, la Juve, che se ha un vantaggio tattico di certo non te lo perdona. Serviva il miglior Torino per fermare questa Juventus, ma a queste condizioni era meglio lasciar perdere. Di fatto, Glik è costato il derby ai granata, che fino a quel momento stavano giocando quasi alla pari con i bianconeri.
A cura di Giovanni Nolè