BOLOGNA, 1 DICEMBRE– Mercoledì mattina una ragazza bolognese di 22 anni è stata violentata nella periferia di Bologna da Mohammed Fardous, marocchino di 31 anni senza precedenti penali.

Come tutte le mattine la ragazza si trovava sul bus notturno 61, alle prime luci dell’alba, per dirigersi sul suo posto di lavoro. Scesa in via Togliatti è stata subito raggiunta dall’aggressore che l’ha trascinata a forza sotto il ponte Bacchelli, sulle rive del Reno.

Qui è stata brutalmente violentata per circa un’ora, oltre che minacciata: « Ha minacciato di uccidermi se avessi opposto resistenza e per non farmi gridare mi ha colpito più volte in faccia» ha dichiarato la giovane in stato di choc agli inquirenti.

Dopo lo stupro però, la ragazza vede trasformarsi completamente davanti a se l’uomo: le mostra gentilezza, dice di conoscerla da tempo, di averla viste più volte prendere l’autobus, e arriva in fine a dichiarare di essere innamorato di lei. Così la costringe a dargli il suo numero di cellulare, dandole a sua volta il suo.

L’ARRESTO – La ragazza ovviamente acconsente a tutto quello che l’ uomo le dice, e una volta lasciata sola, si dirige verso la pasticceria in cui lavora. Viene soccorsa dai titolari e vengono chiamati il 118 e la polizia.

Dopo aver ascoltato la ragazza, gli investigatori controllano il suo cellulare, trovandovi due chiamate memorizzate, appartenenti proprio al marocchino, che aveva subito tentato di contattarla appena un’ora dopo lo stupro.

Dopo aver scoperto il luogo del misfatto, grazie al ritrovamento degli occhiali e dell’auricolari della ragazza sotto il ponte Bacchelli,  la polizia tramite le chiamate ha rintracciato l’abitazione di Mohammed Fardous, in zona Borgo Panigale.

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Sono stati trovati, nell’abitazione del giovane, scarpe sporche di fango la cui suole combaciavano con quelle rinvenute sul luogo dello stupro, i vestiti indossati durante la violenza( e che aveva messo in lavatrice) e infine bagagli e passaporto pronti per una imminente partenza.

Il marocchino, trovandosi con le spalle al muro, tenta di giustificarsi con l’«abuso di alcolici», secondo quanto riporta Il Resto del Carlino

L’EPILOGO – La giovane è stata subito trasportata all’Ospedale Maggiore, le sono stati rivenuti lividi sul corpo ed è stata dimessa con una prognosi di 15 giorni

« E’ un fatto orribile come tutte le violenze sessuali. C’è comunque la soddisfazione di aver fermato colui che riteniamo essere il responsabile e ciò è accaduto grazie al forte impegno nelle velocissime indagini svolte dalla squadra mobile e dalla Procura» ha dichiarato il procuratore aggiunto e portavoce della Procura di Bologna Valter Giovannini.

Le indagini sono state coordinate dal pm Simone Purgato, che ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia in carcere di Mohammed Fardous al Gip Alberto Gamberini.

Sulla vicenda inoltre è intervenuta anche Serena Dandini, che ieri sera ha presenziato allo spettacolo « Ferite a morte» al Teatro Duse di Bologna, sul tema proprio del femminicidio.

Un spettacolo messo in piedi dalla Dandini in collaborazione con la demografa del Cnr Maura Misiti con l’intento di « strattonare il governo perché metta subito in pratica le misure per il contrasto alla violenza, prevista dalla Convenzione “No More!” conto il femminicidio»

«Siamo sempre più convinte- ha dichiarato la Dandini in merito- che ogni mezzo, a cominciare dal teatro, sia giusto e opportuno per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni ad adottare provvedimenti contro la violenza di genere. Questa azione comincia dal sostegno ai centri anti violenza, da progetti di formazione nelle scuole, da un cambio di cultura e di educazione ai sentimenti che deve coinvolgere tutti, uomini e donne»

Giacomo Ciampoli