ROMA, 1 DICEMBRE – Eataly, multinazionale della ristorazione, e 21 grandi chef del Lazio hanno promosso una intera pagina pubblicitaria su Il Messaggero per “una cena per sostenere il treno della memoria” (quello che porta i pargoletti italiani ad Auschwitz). Non ho sufficiente capacità di spesa per cenare nei lussuosi ristoranti ove i suddetti cuochi d’élite sfornano costosissimi (per i comuni mortali) manicaretti per quanti possono permetterselo.

Si dice, non so quanto sia vero, che ogni portata abbia un prezzo salatissimo ma una quantità da campo di concentramento.

Ecco, appunto, ove credo risieda il collegamento con il treno della memoria.

Bene, ma allora si prosegua e si completi l’iniziativa.

Dato che Eataly ha sede e filiali tra New York,Tokyo, Parigi oltre che Roma, si organizzino banchetti per finanziare la memoria dello sterminio dei Pellerossa in Usa, delle vittime delle atomiche in Giappone, dei Catari in Francia, dei kulaki in Russia…l’elenco offre ampie scelte. Esattamente come i menù dei titolatissimi chef.

Anzi, per offrire una portata veramente rivoluzionaria da associare ad una memoria trascurata, perché non promuovere un viaggio a Gaza e dintorni ? Forse per evitare le cannonate degli israeliani?

Vincenzo Mannello