BOLOGNA, 29 NOVEMBRE – Grande attesa della comunità scientifica per la conferenza stampa che la Nasa terrà durante il congresso dell’Unione di Geofisica a San Francisco dal 3 al 7 dicembre.

Solo pochi giorni fa il geologo John Grotzinger aveva annunciato via radio la notizia del rilevamento su Marte di molecole organiche ma non biologiche da parte di Sample Analysis at Mars Instrument (Sam), un dispositivo della sonda Curiosity, atterrata sul pianeta rosso il 6 agosto scorso.

Sam è in grado di rilevare e analizzare le molecole organiche di carbonio, azoto e ossigeno, senza le quali la vita che conosciamo sulla Terra non sarebbe in grado di svilupparsi.

L’annuncio avrebbe scatenato la curiosità degli scienziati che, assieme a Grotzinger, hanno già affermato che si tratterebbe di una “scoperta storica”.

Afferma Peter H. Smith – uno dei principali ricercatori alla guida della missione della Nasa Phoenix su Marte – che “molecole organiche si troverebbero in molte zone dell’Universo, come ad esempio sui meteoriti del sistema solare, ma anche in quelle prive di vita e ciò smonterebbe la sensazionalità della scoperta”.

Certo è che le particelle organiche sono le fondamenta dell’esistenza di ogni essere vivente, senza di esse il soffio della vita non avrebbe modo di esistere, dunque la loro presenza sul pianeta rosso sarebbe una conferma dell’ipotesi che la vita su di esso avrebbe potuto, in ere lontane, avere inizio.

Durante un convegno all’Università la Sapienza di Roma, Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ha affermato che si tratterebbe di dati rilevati dalla sonda, ma ancora da verificare, e ha aggiunto che Curiosity non è in grado di rilevare tracce biologiche, ma possiede la sola capacità di riconoscere le molecole organiche.

Già nel lontano 1976 gli scienziati erano convinti di avere trovato tracce di vita su Marte, a seguito del lancio della sonda Viking, ma la loro ipotesi fu bocciata poichè non furono rilevate tracce di molecole organiche.

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Sulla scia della scoperta della sonda Viking si riapre quarant’anni più tardi, il dibattito sulla possibilità di vita nel pianeta rosso.

Lo scetticismo del mondo scientifico però impera, sarebbe troppo bello se, ad una prima occhiata superficiale, fossero trovate tracce di materiale organico. Probabilmente dovranno attuarsi scavi più profondi nel terreno marziano per trovare grandi quantità di questo materiale, formatosi all’inizio della storia del pianeta rosso.

Nel frattempo gli scienziati di tutto il mondo attendono con ansia l’annuncio ufficiale della scoperta, il 3 dicembre prossimo.

Lucia Bonora