TARANTO, 27 NOVEMBRE – Aumenta il numero delle persone indagate nel caso Ilva, e tra queste ci sono nomi eccellenti. Primo su tutti quello del sindaco di Taranto, il dott. Ippazio StefAno, per omissioni in atti d’ufficio in relazione alle prescrizioni a tutela dell’ambiente cittadino. Figura poi il nome di don Marco Gerardo, segretario dell’ex arcivescovo di Taranto, mons. Benigno Luigi Papa, accusato di false dichiarazioni al pubblico ministero in merito ad una presunta tangente che Girolamo Archinà, ex responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva, arrestato ieri, avrebbe consegnato al consulente del Tribunale affinché addomesticasse una perizia sulle fonti di inquinamento.

Intanto dalle 7 è iniziato lo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm all’Ilva, dopo l’annuncio dell’azienda di chiudere lo stabilimento.

Per giovedì è fissato un incontro tra governo, sindacati ed enti locali a Palazzo Chigi. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dichiara che adesso “è molto importante operare sulla valutazione del danno sanitario”. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, accusa invece di come i controlli ambientali siano stati addomesticati dalla corruzione. “E’ evidente – dice – che certi impianti non sono compatibili a pochi metri di distanza da un centro abitato. Il problema è che questa situazione di Taranto non è stata governata dalla politica, sia da questo ministro dell’Ambiente, sia da quelli precedenti”.

Stefano Angelillo