MILANO, 26 NOVEMBRE – Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati chiede al giudice di sorveglianza che la pena di 14 mesi di reclusione per il direttore del Giornale Alessandro Sallusti – condannato per diffamazione – possa essere scontata agli arresti domiciliari, in virtù dei principi su cui si basa la legge “svuota-carceri”.

E’ del tutto coerente con i principi di un ordinamento democratico – si legge nel provvedimento con cui Bruti Liberati avanza la proposta al giudice – non ‘imporre’ al condannato un percorso di rieducazione che egli abbia espressamente rifiutato, tanto quanto adottare misure contingenti e provvisorie volte a intervenire sul sovraffollamento del circuito carcerario, nella finalità ultima di garantire il rispetto della dignità delle persone che debbono rimanere soggette all’applicazione della pena detentiva in carcere”.

Il magistrato di sorveglianza fa però notare che “l’esecuzione della pena presso il domicilio in base alla legge ‘svuota-carceri’ si fonda su presupposti e finalità del tutto diversi da quelli del percorso di rieducazione del condannato”.

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Intanto, mentre si aspetta la decisione del giudice, attesa per i prossimi giorni, Sallusti chiede di poter scontare gli eventuali arresti domiciliari nella casa milanese della compagna Daniela Santanchè, la quale, ai microfoni di Tgcom24, precisa: “Non è casa ‘mia’, ma casa ‘nostra’. Se due persone decidono di vivere insieme, hanno una casa che è comune”.

Il mio è un dolore intimo e non pubblico”, prosegue l’esponente del Pdl, che ritiene “una barbarie essere arrestati per un’opinione”. E si chiede: “Napolitano e Monti che vanno in giro in Europa, cosa risponderanno a chi chiede come mai un direttore di un giornale italiano è agli arresti domiciliari? Come vanno a dire in giro che il nostro è un Paese democratico, quando si decidono misure cautelari per un direttore di un giornale?”.

Beatrice Amorosi