BOLOGNA, 23 NOVEMBRE – Intrighi interspaziali o semplici paranoie visionarie? Da circa un mese il vulcano Popocatepetl, situato a 7 chilometri in direzione sud-est da Città del Messico, è costantemente monitorato dagli esperti vulcanologi ma anche astronomi, ed esobiologi, in seguito ad un video diffuso dalle televisioni messicane (apparso in mondovisione lo scorso 25 ottobre) che riprenderebbe la caduta di uno strano oggetto scintillante a forma cilindrica dritto dritto nella bocca del vulcano Popocatepetl.

Cosa fosse realmente quello “strano coso” apparso per un breve istante nel filmato registrato dal Centro Nazionale di Prevenzione dei Disastri che vigila il comportamento del vulcano 24 ore al giorno, nessuno lo sa di preciso. Molti tra scienziati ed in particolare gli esobiologi hanno escluso che si possa trattare di un “caso-ufo”. Probabilmente, dicono gli esperti, potrebbe essersi trattato di una semplice illusione ottica registrata dai monitor in seguito allo scoppiar per aria del magma rovente, o un frammento di satellite, oppure una pietra precipitata dal cielo. D’altra parte non sono mancati cori numerosi di coloro che non hanno perso un attimo di tempo per gridare “all’ufo all’ufo”. Perfino esimie figure nel campo della scienza hanno dato credito alla teoria ufologica, come ad esempio l’ astronoma Margarita Rosado che ha escluso categoricamente che si potesse trattare “soltanto” di una meteora per l’ assenza di una scia di luce lasciata dall’oggetto in movimento.

[smartads]

Scia o non scia, un nuovo oggetto luminoso sempre a forma cilindrica è riapparso il 15 novembre, questa volta però sembra aver spiccato il volo partendo dai tortuosi meandri del Popocatepetl senza più atterrare una seconda volta. Molti sostengono che sia sempre lo stesso oggetto misterioso che ha fatto le valigie ed è ripartito. Forse che gli extraterrestri se ne siano andati via stizziti causa l’alloggio poco accomodante?

In ogni caso se si è tratto davvero di extraterrestri, tutti quanti noi abitanti della Terra dovremo fare i nostri più sentiti complimenti alla spedizione aliena perché resistere per un mese ad una temperatura di 1200°C non è certo un impresa per uomini.

Lorenzo Battaglia