VENEZIA, 23 NOVEMBRE – Sembra un argomento da film dell’orrore, e invece è tutto vero. A Venezia uno “stravagante” proprietario di un bar faceva bere il suo sangue, versato in tazzine da caffè, ad alcuni giovani frequentatori del locale, promettendo loro successo e fama.

LA DENUNCIA- Tutto è venuto a galla dopo la denuncia di quattro ragazzi trevigiani tra i 17 e 18 anni, che hanno confessato di aver partecipato a un rituale del genere presso il locale incriminato. Subito è intervenuto il Gris( Gruppo ricerca e informazione socio-religiosa) che da 26 anni si occupa di fenomeni come il vampirismo e le sette.

«Dal vampirismo è poi facile passare in gruppi esoterici fino ad arrivare al satanismo, ai gruppi “acidi” dove si consumano droghe di vario tipo o “rossi” basati su pratiche sessuali»

ha dichiarato Giuseppe Bisetto del Gris, intervistato dal Gazzettino di Venezia.

Si tratta in sostanza di un rituale molto pericoloso date le varie malattie che è possibile contrarre entrando in contatto con il sangue altrui.

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UN NUOVO MODO DI FARE AFFARI- Sostanzialmente si tratta anche di un nuovo business, il padrone del locale sceglieva le vittime ritenute più abbordabili, e sfruttava la fascinazione che queste provavano verso fenomeni quali il vampirismo, Halloween, e il mondo dark in generale: un mondo che prende sempre più piede soprattutto tra i più giovani, fomentato da film e serie tv incentrate sul mondo dei vampiri. In genere si tratta di ragazzi in “cerca d’altro” e delusi dalla propria vita.

In merito a ciò, sempre il Gris espone alla stampa dati preoccupanti: soltanto in Veneto le sette sataniche attive sarebbero 35, con un giro di adepti di circa 300 persone.

Giacomo Ciampoli