ROMA, 22 NOVEMBRE – Sì alla norma salva-direttori da parte dell’Aula del Senato, che, con 122 voti favorevoli, approva il Ddl Diffamazione del relatore Berselli. Un anno di carcere per i giornalisti accusati di diffamazione e 50mila euro di multa per i direttori sono i contenuti del testo, che in sede di votazione ha diviso il Parlamento tra chi ritiene la norma un atto di “discriminazione” come l’Idv o chi la difende a spada tratta come l’Api di Rutelli.

A favore dell’emendamento Pdl, Lega e Cn. Ma a dividere l’opinione politica è il no del Pd a cui fanno seguito Idv e Udc. Pesante la critica di Gerardo d’Ambrosio sopratutto per quanto riguarda l’aspetto giuridico della norma: “Ma vogliamo tornare tutti quanti al primo anno di università? Questo emendamento è un obbrobrio giuridico. E’ una sceneggiata incredibile”.

L’emendamento andrebbe infatti ad incidere l’articolo 57 del codice penale per i reati a mezzo stampa e avrebbe ripercussioni sulla stessa Costituzione: su questo punto però si difende Berselli ritenendo che ci sia comunque “una diversità sostanziale tra l’autore dell’articolo e il direttore”.

[smartads]A gridare all’ingiustizia è però Franco Siddi, segretario della Fnsi, che ritiene vergognosa la norma salva-direttori: ” Si conferma e si accentua il carattere di aggressione a un’intera categoria professionale che invece vogliamo responsabilmente e tenacemente impegnata nell’esercizio di un’attività che, con correttezza, autonomia e libertà, deve assicurare l’informazione ai cittadini. La maggioranza che si è ricreata nel voto contro i giornalisti sta compiendo un atto di violenza che non potrà restare senza sanzione pubblica da parte della categoria e dei cittadini”. In data 26 novembre sarà dunque necessario “ricorrere ad uno sciopero generale” per non limitare l’autonomia dell’informazione. Della stessa linea anche il Coordinamento Assostampa che parla del “prevalere del sentimento di rancori verso il giornalismo italiano da parte della classe politica”.

Il vicepresidente del Senato Vannino Chiti ha reso nota la richiesta di voto segreto per l’art 1 del ddl diffamazione, centrale nel provvedimento che contiene anche la norma salva-direttore. A richiedere la segretezza del voto il gruppo del Pd :” La nostra battaglia ostruzionistica – afferma il senatore Pd, Vincenzo Vita – contro il fuorilegge autoritario del testo sulla diffamazione ha ottenuto un primo significativo risultato.”

Linda Tonarini